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Ricomincia una nuova stagione del cinema italiano. Ecco un breve elenco dei temi che saremo costretti a dibattere nei prossimi mesi.
Venezia. Un buco con la mostra intorno, come dicono i giornali descrivendo il cantiere abbandonato davanti al Palazzo del Cinema del Lido, oppure “Mostra del Futuro”, come dice orgogliosamente Paolo Baratta, presidente della Biennale? Difficile capirlo. L’unica cosa certa è che le attese sono enormi. A cominciare dal cinema italiano che vuole assolutamente uno dei premi principali. Galan ci ha messo la faccia. Baratta e lo stesso Marco Müller, arrivati al loro ultimo esercizio, su un premio all’Italia dopo anni di astinenza si potrebbero giocare la riconferma. Entrambi però arrivano a scadenza mandato circondati da un’aureola di santità. Osannati a destra e sinistra, alla conferenza stampa di presentazione del festival di quest’anno avevano il sorriso dei giocatori che stanno giocando le carte migliori. Comunque vada, infatti, sarebbe un peccato perdersi questa edizione del festival disegnata da Müller e dalla sua squadra di fedelissimi.
Cinecittà. Non chiude, questo è ovvio. Ma è interessante leggere fra le righe del decreto Tremonti. Tra le altre cose c’è scritto che “potrebbe gestire il Fus”. Lo stesso Presidente Cicutto, scoprendo un po’ le carte, dice che ogni problema potrebbe essere risolto se venisse rispolverato il progetto di trasformarla nella nuova Agenzia del Cinema Italiano. Intanto si scommette sul nuovo amministratore unico. Francesco Gesualdi, uno stipendio da “interno” e quindi un risparmio sui conti? Luciano Sovena, e sarebbe un record storico di riconferme? Il sorridente e diplomatico Cicutto? Il sempre in corsa avvocato Michele Lo Foco, fidatissimo di Alemanno? Difficile dirlo. L’unica certezza è che i nuovi vertici non potranno più produrre film ma “potrebbero” invece gestire i finanziamenti per tutto il cinema italiano. Una novità mica da ridere.
Festival di Roma. Piera Detassis, al momento di andare in macchina, non ha ancora scoperto le sue carte. Ma è facile immaginare che il suo festival farà i fuochi di artificio. C’è una varietà sommersa dell’offerta più giovane del cinema italiano che aspetta solo di essere scoperta. Se si possono azzardare degli scenari, ci si può augurare che anche Mario Sesti, l’altro direttore del festival, insieme con la Piera, investano le loro risorse nel nuovo cinema italiano, quello che ha fatto capolino sulla rete e che sta emergendo con forza da alcuni centri di eccellenza per i nuovi talenti come il Torino Film Lab o come il New Cinema Network del mercato romano.
Web. Rappresenta infatti la nuova frontiera del cinema. A Roma, quattro ragazzi, età fra i venti e i ventiquattro anni, stanno spopolando. I loro filmatini e la loro web serie Freaks! fanno andare in tilt i contatori di Youtube. Decine di milioni di download in pochi mesi. Per un confronto: Checco Zalone ha venduto in tutto sette milioni di biglietti. I ragazzi di Freaks! su Youtube, invece, sono stati scaricati e visti più di cinquanta milioni di volte. Uno di loro, Guglielmo Scilla (Willwoosh) ha fatto una capatina a Giffoni e il pubblico dei giovanissimi è andato in delirio. Altro che Scamarcio. Ma se il cinema (quello vero) li chiama, loro manco rispondono. «Il cinema? Mah, forse. Se ne vale la pena», dicono con un’alzata di spalle. Intanto Paolo Del Brocco (Rai Cinema) ha deciso di fare da apripista. Una linea editoriale per una dozzina di progetti low budget (max 200.000 Euro) e la distribuzione prioritaria sul web. Potrebbe essere la vera (forse l’unica) novità della stagione che ricomincia.
Linguaggio. Hollywood cambia registro. Comincerà Scorsese con una scelta molto sofisticata. Si chiama Hugo Cabret il suo prossimo film ed è dedicato al padre di tutto il cinema fantastico, Georges Méliès. Facile scommettere che la Rete si riempirà dei vecchi filmatini in bianco e nero del mago degli effetti speciali di più di cento anni fa. Da Viaggio sulla Luna ai Manifesti parlanti, Méliès potrebbe diventare il nuovo “must” del cinema del 2011/2012. Intanto però un altro grande, Francis Ford Coppola, ha detto che in futuro il mestiere del regista cambierà: «Saremo sempre più simili a dei dj, faremo delle perfomance live, uniche ogni volta, con musica dal vivo e brani dei nostri film. Per un pubblico fortunato e con eventi irripetibili». Lui ha già cominciato. Alla fine di luglio è andato a San Diego, per il Comic-Con, il più grande festival di fumetti e animazione del mondo. Maneggiando un tablet, ha “mixato” in diretta alcune scene del suo nuovo film ispirato ad Edgar Allan Poe. Le immagini venivano proiettate in diretta sullo schermo alle sue spalle. Il pubblico? Entusiasta!

Andrea Piersanti


Tutti i profili di Piersanti che girano sono sbagliati. Duesse, per primo, può ricostruire la vera storia. Piersanti ventenne alla fine dei 70 lavorava non retribuito in una radio privata della capitale. Poi, per pagarsi l’università, con alcuni amici aprì un locale diventato subito una leggenda, il famoso “Cappellaio matto” di San Lorenzo (i resti sono ancora lì, a Via dei Marsi, vedere per credere). Il suo primo articolo, fra una birra e montagne di patate da sbucciare, fu un’intervista a Paolo Villaggio. Il pezzo venne rifiutato da tutti i magazine italiani. In quegli anni Villaggio era considerato un comico da 4 soldi: nessuno voleva un’intervista dove parlava di India, droga, giovani e delle sue vacanze da ricco in Sardegna con Suv imponente al seguito quando aveva paura di farsi riconoscere (e menare) dagli impiegati fantozzianamente in fila al molo. Alla fine l’intervista venne spedita a “Linus”, allora diretto da Fulvia Serra. Dopo un’attesa imbarazzante, una telefonata. “È tutto vero? – chiese Fulvia, e poi -. Sa, avevamo deciso di non pubblicare più interviste ma per questa faremmo un’eccezione”. Così iniziò il percorso professionale di Piersanti: dalla cucina di un pub fino alla Presidenza dell’Istituto Luce. In trent’anni ha fatto talmente tante cose (l’invenzione e la costruzione di www.cinematografo.it, Benigni dal Papa, l’Ente dello Spettacolo, ecc.) che qui lo spazio no…(to be continued)


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