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Film di Natale, è ora di mettere i puntini sulle “vi”. Cioè, sulle “V” dei fratelli Vanzina. Sì, perché sono ancora tantissimi, anche tra gli addetti ai lavori, quelli che quasi per istinto addebitano o accreditano a Carlo ed Enrico Vanzina la paternità dei cinepanettoni targati De Laurentiis.
E invece no.
Il cinepanettone, quando ancora non era tale, lo hanno inventato loro, è vero, con l’ormai leggendario Vacanze di Natale, del 1983. Come la Settimana Enigmistica, questo capolavoro dei Vanzina è uno dei film italiani che vanta il maggior numero di tentativi d’imitazione: per modelli, caratteri, mix di dialetti, atmosfera vacanziero-natalizia, satira dei riti nazionali (tombola, regali, sciate, ecc) a sua volta ispirata all’inarrivabile Vacanze d’inverno, del 1959, sempre ambientato a Cortina, diretto da Camillo Mastrocinque ed interpretato da chiunque: Sordi, De Sica, Salvatori, la Morgan, Rossi Drago e Dorian Gray.
Eppoi, Vacanze di Natale ha imposto il format, per così dire, a cominciare dal titolo, a lungo reiterato. Ma non più dai Vanzina. Che si sono ritirati ufficialmente dalla serie delle Vacanze natalizie con l’epilogo Vacanze di Natale 2000, uscito nell’anno di cui al titolo, che ha concluso la serie, diciamo così, doc. Anzi, i Vanzina, come più volte hanno dichiarato, si sono ritirati dall’agone cinematografico delle feste salvo una rimpatriata nel 2006 con Olè, primo film con Massimo Boldi solista dopo la separazione artistica da Christian De Sica (che proprio quell’anno uscì con Natale a New York). Peraltro, dopo il “cinepanettone”, altro termine nato con i Natali vanziniani, nel 2008 i due fratelli hanno creato il “cinecocomero” estivo, già arrivato al secondo capitolo con Un’estate ai Caraibi.
I cinepanettoni Filmauro post-Vanzina sono di Neri Parenti. Un regista con una lunga filmografia formatasi già dal 1980 con Fantozzi contro tutti e poi specializzatosi in blockbuster per il grande pubblico delle vacanze (in realtà, Parenti aveva realizzato con la Filmauro un film natalizio anche durante il periodo “vanziniano”. In una “vacanza a Medusa”, nel 1995, i fratelli girarono Selvaggi, che però perse la battaglia degli incassi contro Vacanze di Natale ’95, girato appunto dalla new entry Neri Parenti). A tutt’oggi, Parenti ha firmato molti tra i film che hanno incassato di più nella storia del nostro box office, per cui a Neri quel che è di Neri, e non “per caso”.
E ora, da oggi è proibito sbagliare!
P.S.
Un altro dei protagonisti delle battagli dei film delle feste degli anni ’80 e ’90, cioè Carlo Verdone, è tornato con Io, loro e Lara a un’uscita festiva, nel giorno precedente l’Epifania. Come dire, adesso abbiamo anche il “cinecalzettone” (della Befana!), che al momento in cui scriviamo è pieno di regali veramente… ricchissimi.
La data del 5 gennaio è stata scelta dalla Warner anche per evitare lo scontro diretto col kolossal Avatar di James Cameron.
Sì: Io, loro e…Avatar!

Antonello Sarno


Antonello Sarno è nato a Roma nella seconda metà del secolo scorso.
La passione per il cinema arriva a quattro anni, in pigiama, sbirciando in tv Ombre Rosse di John Ford dallo stipite della porta del tinello, socchiusa, e trasgredendo così la regola di andare a letto dopo Carosello. Rimedia una bronchite cronica, ma capisce che non vorrà più occuparsi d’altro.
Quando internet non esisteva, le passioni cominciavano spesso così.
Nel mondo del cinema, Sarno ha lavorato con tutti e scritto dovunque, muri a parte. Dal 1993 lavora alle news Mediaset, e dal 1998 in esclusiva per Italia Uno e Studio Aperto, come cronista ed inviato di cinema e di costume, con circa 6-7.000 tra servizi e speciali trasmessi a tutt'oggi sui tg delle tre reti.
Ha collaborato a lungo con Radio RTL e Radio Due, e scritto una dozzina di libri sul cinema, tra i quali il Castoro su Pupi Avati, il primo "manuale" su 007 Il mio nome è Bond (Ed. Il Castoro) la Storia del Cinema horror (Newton Compton). Di recente, ha pubblicato Italian Babilonia- 50 anni di scandali vip (Colorado Noir-Mondadori) ed il romanzo Se tornasse caso mai (Aliberti-Rcs). Nel 2003 è passato dal cinema alla "storia” del cinema e dei suoi costumi, iniziando con la complicità di Medusa Film una fortunata carriera di documentarista e ottenendo tutti i maggiori riconoscimenti del cinema italiano.
Ciononostante, Sarno collabora con Box Office da 11 anni.
Troppi per girare ancora disarmato e senza scorta.


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