e-duesse.it / Editorial(ist)i / Antonello Sarno

navigation

Al di là dei due tradizionali appuntamenti annuali con le Giornate Professionali ce n’è dall’anno scorso un terzo in cui l’industria del cinema italiano sembra unita nel dare di sé un’immagine finalmente compatta, proiettata verso il futuro (anche se magari è solo la prossima stagione) e determinata a seguire il ritmo sempre più incalzante dell’innovazione tecnologica, ovviamente senza dimenticare i dibattiti – anche accesi – al proprio interno. Si tratta, è evidente, della Festa del Cinema.
Il pubblico, che è poi il grande finanziatore del nostro cinema, sembra aver percepito di avere di fronte un interlocutore unico, finalmente, e ne ha premiato lo sforzo nel proporre film a prezzi scontati per favorire il prolungamento della stagione. L’unità, vera o presunta, è però durata pochissimo. Le categorie della cosiddetta “filiera” sono subito tornate a separarsi, e a combattere in ordine sparso nei confronti di un governo che pure si era mostrato benintenzionato (non SI SPERI MINIMAMENTE che il nuovo sarà più attento degli ultimi dieci, che oltretutto avevano molti più soldi a disposizione in assenza della crisi). Fino all’altro giorno. Quando, cioè, l’Anem è tornata in Anica. Anche fisicamente, trasferendo a Regina Margherita i propri uffici. Un passo che va nella direzione espressa chiaramente nel mio pezzo di un paio di numeri fa, quando auspicavo il ricompattamento di tutte le categorie della nostra industria cinematografica per far fronte alla gravissima crisi economica attraverso la creazione di un nuovo ed unico interlocutore cinematografico per governi e istituzioni.
L’Anem rappresenta il 45% del mercato. Il restante 55% è sotto la bandiera dell’Anec che invece aderisce all’Agis (associazione in forte difficoltà e con una sempre più chiara separazione d’interessi al propri interno): fortissima negli anni 50, quando gli schermi erano oltre 10mila e le sale tutte monoschermo, assai meno oggi, con poco più di duemila schermi associati e la grave piaga della chiusura delle monosale cittadine. Ha senso questa divisione residuale? Ha portato a qualche risultato concreto? Vale davvero la pena di continuare per sempre una divisione nata dalle vecchie impostazioni corporative fasciste nel 1945? O è invece più opportuno discutere di una federazione cinematografica unica che, nel rispetto delle specificità dei singoli, combatta battaglie di ampio respiro con la forza di un intero settore dell’industria culturale italiana?
Ai posteri, temo, l’ardua sentenza.

Antonello Sarno


Antonello Sarno è nato a Roma nella seconda metà del secolo scorso.
La passione per il cinema arriva a quattro anni, in pigiama, sbirciando in tv Ombre Rosse di John Ford dallo stipite della porta del tinello, socchiusa, e trasgredendo così la regola di andare a letto dopo Carosello. Rimedia una bronchite cronica, ma capisce che non vorrà più occuparsi d’altro.
Quando internet non esisteva, le passioni cominciavano spesso così.
Nel mondo del cinema, Sarno ha lavorato con tutti e scritto dovunque, muri a parte. Dal 1993 lavora alle news Mediaset, e dal 1998 in esclusiva per Italia Uno e Studio Aperto, come cronista ed inviato di cinema e di costume, con circa 6-7.000 tra servizi e speciali trasmessi a tutt'oggi sui tg delle tre reti.
Ha collaborato a lungo con Radio RTL e Radio Due, e scritto una dozzina di libri sul cinema, tra i quali il Castoro su Pupi Avati, il primo "manuale" su 007 Il mio nome è Bond (Ed. Il Castoro) la Storia del Cinema horror (Newton Compton). Di recente, ha pubblicato Italian Babilonia- 50 anni di scandali vip (Colorado Noir-Mondadori) ed il romanzo Se tornasse caso mai (Aliberti-Rcs). Nel 2003 è passato dal cinema alla "storia” del cinema e dei suoi costumi, iniziando con la complicità di Medusa Film una fortunata carriera di documentarista e ottenendo tutti i maggiori riconoscimenti del cinema italiano.
Ciononostante, Sarno collabora con Box Office da 11 anni.
Troppi per girare ancora disarmato e senza scorta.


Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31