Editorialisti

28 Gennaio 2014

Un nuovo corso

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Confrontandoci con i retailer che hanno deciso di reagire e cambiare formula imprenditoriale per tornare a essere competitivi (tanto che già l’anno scorso hanno generato cash flow positivo, nonostante il mercato fosse in decrescita), abbiamo notato una strategia condivisa: ripartire dal consumatore e dalle sue nuove esigenze per poi riposizionarlo al centro del proprio business. Questo significa che hanno investito per profilare meglio il target, per comprendere chi sia realmente e che necessità e gusti abbia, e soprattutto capire quali sono i motivi che lo spingono a rivolgersi a un negozio piuttosto che a un altro. Sebbene a molti potrà sembrare un’affermazione scontata, in realtà non lo è perché denota un netto cambio di strategia: dal prodotto a chi, invece, lo dovrà comprare e utilizzare.
Come ci hanno spiegato i retailer (e in questo numero riportiamo alcuni esempi), mettere al centro il consumatore significa creare una domanda reale studiata sui bisogni e le esigenze di chi, ha sì un potere d’acquisito limitato, ma non vuole rinunciare a migliorare la propria abitazione. Per fare questo in molti stanno inserendo in gamma proposte sempre di design, ma a un prezzo più accessibile. Questo consente, da una parte di preservare comunque i margini, e dall’altra di esaudire la voglia di design dei consumatori che non si accontentano. Molti produttori, in questo, sono degli ottimi partner perché, per primi, hanno compreso che il futuro si giocherà sempre più sul concetto del value for money.
Chi tra le insegne ha voluto fare questo salto, denota una forte capacità di adattarsi al cambiamento, di perspicacia e soprattutto di non aver paura di cambiare pelle. Chi è, invece, ancora legato alla vecchia mentalità e non vuole cambiare per timore di rischiare rimarrà caratterizzato da un immobilismo che si riverserà ancora inevitabilmente sul fatturato. Guardando il mercato c’è chi aspetta che sia il cliente a entrare in sala mostra e attende che questo accada ignorando, invece, che i consumatori ci sono, solo che vanno intercettati con intelligenza, riportati in negozio e riconquistati.
Ricette miracolose, ovviamente, non ce ne sono, ma di una cosa siamo certi: aver paura del cambiamento e respingerlo, è un limite, e la staticità di certi modelli di business non funziona più.
Nel mercato c’è spazio solo per chi ha coraggio di provare nuove strade, quindi, chi vuole iniziare un nuovo corso, dovrà definitivamente cancellare la frase che ancora tante volte ci sentiamo ripetere: “abbiamo sempre lavorato cosi, perché dovremmo cambiare?”.

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Testarda e amante delle sfide. Cancro ascendente vergine (e ho detto tutto). A sei anni sognavo di diventare pompiere o sassofonista di una jazz band. Poi, un giorno, scrivo il mio primo articolo e mi innamoro di questo mestiere.
Amo il mio cane Rudolph, le crêpes (ma rigorosamente quelle che si mangiano nel quartiere Saint-Germain-des-Prés, a Parigi), le piante grasse e gli scarponi da trekking consumati dalle tante camminate fatte tra le montagne del Trentino.
Sono in Editoriale Duesse dal 2006 e lavoro su Ab da quando era ancora solo un progetto. Del mio lavoro mi diverte il fermento quotidiano, dar fastidio alla concorrenza e scovare quelle notizie che nessuno ancora ha trovato. Ma, quello che mi affascina di più, è fermarmi a osservare le dinamiche che regolano il mercato dell’arredobagno per capire quali saranno le tendenze nel futuro.


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