Editorialisti

30 Gennaio 2015

Tra voglia di andare e opportunità di restare

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

È già un po’ di tempo che tra i manager dell’industria imperversa un mantra che suona all’incirca così: “non vale più la pena investire nel mercato italiano, è troppo in crisi… dobbiamo puntare all’estero”.
Tradotto, dato che il mercato non garantisce più i fatturati di una volta e la domanda stenta a ripartire, meglio andare altrove per cercare di pareggiare le vendite. I rivenditori confermano questa tendenza: l’industria destina budget sempre più risicati per il trade marketing e la comunicazione. Per alcuni l’Italia sembra essere diventata un fanalino di coda, l’estero la panacea di tutti i mali. Ma lo è veramente? Non per tutti. L’export è un’opportunità reale, e diventa profittevole solo se si ha un’offerta realmente innovativa e un’organizzazione aziendale capace di garantire un servizio pre e post vendita serio, affidabile, flessibile e veloce. Infatti, lavora bene solo chi da sempre ha fatto dell’esportazione una strategia, e non un palliativo per recuperare fatturato. Il mercato italiano é in sofferenza, ma non è certo finito come in molti sostengono, e soprattutto non va abbandonato perché, non dimentichiamoci, gli italiani non hanno smesso di fare acquisti, di sognare e di desiderare il bello. E ancora, la ristrutturazione trainerà il settore nei prossimi anni capitalizzando la naturale propensione degli italiani a investire nella propria abitazione e i bonus e gli incentivi fiscali (prorogati di ancora 12 mesi), se usati come volano, continueranno a riattivare una parte della domanda. Prendiamo spunto dagli esempi positivi di chi sta lavorando in un’ottica propositiva con i clienti, di chi ha un approccio e una strategia più centrati, di chi sta investendo per creare insieme ai partner iniziative below the line e attività push-pull più mirate e redditizie, e chi profila la concorrenza, i consumatori e i settori come l’arredo per capire quale sarà il futuro. Per loro i risultati stanno arrivando, e questo conferma che c’è spazio di manovra. La sfida non è, quindi, solo rischiare tutto e andare via, ma restare e imparare a guardare il canale con occhi nuovi per poter creare insieme nuove occasioni commerciali.

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Testarda e amante delle sfide. Cancro ascendente vergine (e ho detto tutto). A sei anni sognavo di diventare pompiere o sassofonista di una jazz band. Poi, un giorno, scrivo il mio primo articolo e mi innamoro di questo mestiere.
Amo il mio cane Rudolph, le crêpes (ma rigorosamente quelle che si mangiano nel quartiere Saint-Germain-des-Prés, a Parigi), le piante grasse e gli scarponi da trekking consumati dalle tante camminate fatte tra le montagne del Trentino.
Sono in Editoriale Duesse dal 2006 e lavoro su Ab da quando era ancora solo un progetto. Del mio lavoro mi diverte il fermento quotidiano, dar fastidio alla concorrenza e scovare quelle notizie che nessuno ancora ha trovato. Ma, quello che mi affascina di più, è fermarmi a osservare le dinamiche che regolano il mercato dell’arredobagno per capire quali saranno le tendenze nel futuro.


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