Editorialisti

21 Novembre 2012

Addio signora maria!

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

La Signora Maria e Maria Google? Dimentichiamocele, ormai sono solo un lontano ricordo. Oggi il nuovo consumatore, non solo è multicanale, ma è sempre più social.
8 milioni di consumatori italiani hanno dichiarato, infatti, di modificare le proprie decisioni d’acquisto in base alle informazioni raccolte attraverso i social network e i social media, 15 milioni si fidano pienamente dei giudizi su prodotti e servizi riportati da blog e forum, 12 milioni delle indicazioni sui social network e circa 10 milioni hanno dichiarato di cercare ulteriori notizie online sui prodotti che vedono pubblicizzati attraverso i media tradizionali (stampa, radio e tv). Questo è quanto emerso da un recente studio realizzato dalla School of Management del Politecnico di Milano che ha analizzato le abitudini di navigazione e di acquisto online degli italiani.
Questi dati, oltre a essere in crescita ogni anno, parlano chiaro e lanciano un messaggio preciso a chi non l’avesse ancora colto: per vendere, oggi, un’azienda deve presidiare opportunamente tutti i canali e deve diventare social come il consumatore, soprattutto se vuole mantenere un dialogo diretto.
Quello che ci stupisce, è notare che ancora oggi la maggior parte delle aziende del nostro comparto non sta sfruttando il Web mentre, in altri settori come l’elettronica di consumo, la moda o il food, già da tempo si sta cavalcando quest’onda perché hanno compreso che le divisioni marketing e commerciali non possono fare a meno di tener conto delle informazioni sui prodotti o servizi riportate dalla rete, non solo per prevenire crisi reputazionali, ma perché costituiscono una leva gestionale fondamentale.
Dalle interviste che realizziamo regolarmente emerge che la quasi totalità delle nostre aziende è conscia che, per uscire da questo momento di empasse, deve potenziare gli investimenti per aumentare la domanda, per accrescere la brand awareness e per far conoscere meglio la loro offerta, ma in pochissimi ci hanno sottolineato che stanno sfruttando le potenzialità dei nuovi strumenti di comunicazione (uno dei marchi più noti dell’arredobagno, che da sempre investe in comunicazione e sponsorizzazioni, ha solo 160 follower su Twitter e meno di 2.000 like su Facebook!). Questo accade perché non tutti hanno ancora capito che i nuovi media si stanno affiancando stabilmente a quelli tradizionali come fonti autorevoli di informazione nei processi di acquisto e hanno un livello di influenza particolarmente elevato. E se è vero, come fa emergere questa ricerca, che blog e forum sono in grado di modificare, fino a cambiare completamente, l’opinione dell’individuo su prodotti e servizi già noti, non è il caso che il nostro settore perda questa occasione. Solo cogliendo, infatti, questa nuova sfida (e questo vale sia per l’industria sia per la distribuzione), le aziende potranno fare leva sul Web e sfruttarlo al meglio per promozionare brand, prodotti e servizi, e orientare concretamente gli acquisti.

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Testarda e amante delle sfide. Cancro ascendente vergine (e ho detto tutto). A sei anni sognavo di diventare pompiere o sassofonista di una jazz band. Poi, un giorno, scrivo il mio primo articolo e mi innamoro di questo mestiere.
Amo il mio cane Rudolph, le crêpes (ma rigorosamente quelle che si mangiano nel quartiere Saint-Germain-des-Prés, a Parigi), le piante grasse e gli scarponi da trekking consumati dalle tante camminate fatte tra le montagne del Trentino.
Sono in Editoriale Duesse dal 2006 e lavoro su Ab da quando era ancora solo un progetto. Del mio lavoro mi diverte il fermento quotidiano, dar fastidio alla concorrenza e scovare quelle notizie che nessuno ancora ha trovato. Ma, quello che mi affascina di più, è fermarmi a osservare le dinamiche che regolano il mercato dell’arredobagno per capire quali saranno le tendenze nel futuro.


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