Editorialisti

08 Luglio 2011

Green business? Si, ma c’è ancora da lavorare

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Anche quest’anno il numero di luglio-agosto di Ab è completamente dedicato al tema della sostenibilità ambientale, in particolare abbiamo voluto fotografare la situazione attuale
di mercato e capire direttamente con i protagonisti se e come stanno affrontando questo nuovo business. Per quanto entrambi riconoscano le potenzialità, quello che emerge
(in particolare nell’inchiesta di pag. 37) è che, a oggi, non sembrano ancora pronti a trasformare il green in una concreta opportunità. Per quanto riguarda l’industria,
solo una piccola parte ha una vera mission verde
e ha ripensato l’intero sistema aziendale in un’ottica eco, mentre la maggior parte sembra essere ancora disinteressata a questi temi. La distribuzione tende, invece, a nascondersi dietro
la figura del consumatore che, a detta loro, non sembra essere interessato all’acquisto di soluzioni ecologiche e preferisce prodotti meno dispendiosi. In realtà, c’è da sottolineare che è il rivenditore stesso a non credere per primo alla svolta green, di conseguenza non si impegna più di tanto e preferisce chiudere velocemente una vendita puntando su un best seller o su un prodotto tradizionale piuttosto che presentare soluzioni eco che, è vero, richiedono un maggior impegno e dispendio di tempo nel presentarli, ma gli assicurerebbero una marginalità superiore.
Per quanto riguarda il consumatore, gli studi e le analisi fanno emergere che, nonostante stia sviluppando una maggiore coscienza ecologica (seppur molto lentamente) è, però, poco informato sulla proposta, non sa che soluzioni alternative al tradizionale può trovare e non gli è ancora chiaro che caratteristiche debba avere un prodotto green (si veda anche l’articolo a pag. 32).
Riflettendo su quanto detto fin’ora si capisce come il nostro settore sconti una grave mancanza: una comunicazione adeguata a supporto del tema ecologico. Del resto, basta sfogliare le riviste b2b e consumer. Praticamente nessuna azienda che ha investito nella svolta eco lo comunica, pochissime realtà creano corsi di formazione e attività mirate per gli addetti alla sala mostra, ancora meno formano adeguatamente la forza vendita.
Come colmare allora questo gap? Per prima cosa i produttori che hanno un’anima verde (ma vale solo per chi ce l’ha veramente, e non per chi lo sostiene solo a parole) devono iniziare a trasmettere il green think come un valore e usarlo come leva per differenziarsi. Ma, attenzione, non sarà sufficiente creare una campagna consumer perché, in una prima, delicata,
fase di start up, è necessario coinvolgere e stimolare chi riveste un ruolo di congiunzione con il consumatore, trasmette i valori aziendali e propone i prodotti: la distribuzione.
Siamo consapevoli che la strada da fare è molta e che sarà necessario il massimo impegno da parte di tutti gli attori della filiera, ma crediamo anche che nel futuro, come è già avvenuto
per altri settori e con buoni risultati, anche l’arredobagno si tingerà di verde.

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Testarda e amante delle sfide. Cancro ascendente vergine (e ho detto tutto). A sei anni sognavo di diventare pompiere o sassofonista di una jazz band. Poi, un giorno, scrivo il mio primo articolo e mi innamoro di questo mestiere.
Amo il mio cane Rudolph, le crêpes (ma rigorosamente quelle che si mangiano nel quartiere Saint-Germain-des-Prés, a Parigi), le piante grasse e gli scarponi da trekking consumati dalle tante camminate fatte tra le montagne del Trentino.
Sono in Editoriale Duesse dal 2006 e lavoro su Ab da quando era ancora solo un progetto. Del mio lavoro mi diverte il fermento quotidiano, dar fastidio alla concorrenza e scovare quelle notizie che nessuno ancora ha trovato. Ma, quello che mi affascina di più, è fermarmi a osservare le dinamiche che regolano il mercato dell’arredobagno per capire quali saranno le tendenze nel futuro.


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