Editorialisti

08 Aprile 2019

insegna o brand?

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Investindustrial ha acquisito Jacuzzi Brands, 500 milioni di dollari nel 2018 e 8 stabilimenti nel mondo, Ceramica Cielo, 19 milioni di euro di fatturato e una crescita del 20%, ha ceduto l’80% a Mittel Spa, società di Investment Merchant Bank quotata in Borsa; Ceramica Rondine (ultima in ordine cronologico) è passata insieme a Devon&Devon, a Elios Ceramica e a La Fabrica, sotto il controllo di Mandarin Capital (attraverso la nuova Italcer). E ancora, Gruppo SFA ha acquisito Zehnder Pumpen GmbH e Vaessen Industries ha venduto il belga Vasco Group al Gruppo Arbonia. Cosa succede? Succede che l’arredo bagno e il comparto Its stanno mutando assetti e portafogli e che i gruppi e le nuove società, per poter acquisire o aumentare la propria sfera di influenza nel nostro settore, hanno puntato a quei brand che più di altri hanno saputo costruire un’identità di marca importante e una strategia di prodotto forte.

E il retail? A parte qualche caso noto, in generale fatica a lavorare in quest’ottica, a nostro avviso perché non è ancora del tutto consapevole della sua forza attrattiva, della sua potenzialità in termini di customer satisfaction e di quanto possa ricoprire il ruolo di influencer. Un gran peccato secondo noi perché ha tutte le carte in regola per diventare un brand e agire come tale. Cosa significa? Significa che se sceglie un modello e un target, deve rispettarli, e non deve continuare a cambiare strategia perché “l’importante è vendere” ma deve stare attento che i messaggi che lancia e i mezzi che usa siano univoci e coerenti. O ancora, se sceglie di puntare sulla progettazione e consulenza, bisogna verificare che gli standard e la professionalità siano sempre elevati e adeguati e, se vuole distinguersi dai competitor e fare la differenza, deve fare scouting di nuovi marchi, di prodotti e non accontentarsi del primo fornitore che bussa alla porta o di chi promette più sconti e premi. Perché, per risultare vincenti ed emergere è necessario essere consapevoli di poter fare la differenza, e non dimenticare chi si è e dove si vuole andare.

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Testarda e amante delle sfide. Cancro ascendente vergine (e ho detto tutto). A sei anni sognavo di diventare pompiere o sassofonista di una jazz band. Poi, un giorno, scrivo il mio primo articolo e mi innamoro di questo mestiere.
Amo il mio cane Rudolph, le crêpes (ma rigorosamente quelle che si mangiano nel quartiere Saint-Germain-des-Prés, a Parigi), le piante grasse e gli scarponi da trekking consumati dalle tante camminate fatte tra le montagne del Trentino.
Sono in Editoriale Duesse dal 2006 e lavoro su Ab da quando era ancora solo un progetto. Del mio lavoro mi diverte il fermento quotidiano, dar fastidio alla concorrenza e scovare quelle notizie che nessuno ancora ha trovato. Ma, quello che mi affascina di più, è fermarmi a osservare le dinamiche che regolano il mercato dell’arredobagno per capire quali saranno le tendenze nel futuro.


Archivio