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Se c’è una cosa che l’industria dell’elettrodomestico ha compreso chiaramente è che, se vuole fare la differenza nel nostro canale, deve investire. E per investire intendiamo un progetto a 360 gradi. Perché le campagne in Tv, i placement o le sponsorship sono ovviamente importanti, ma non sono sufficienti se poi il cuciniere non sceglie il brand come partner e il rivenditore non inserisce i suoi prodotti in showroom. Perché ancora oggi per il consumatore vale la regola del “compro quello che vedo” e per i negozianti “spingo quello che espongo”, quindi è presto detto che, per i produttori di elettrodomestici, essere presenti e ben visibili è una priorità.

 

Se si pensa poi che la dotazione standard delle cucine vendute dagli indipendenti prevede frigorifero, piano cottura e forno, ai quali si aggiungono anche la cappa e la lavastoviglie in quasi il 90% dei casi, non si può non fare di tutto per essere in sala mostra.

 

Oggi poi i player del mobile non scelgono piĂą i partner solo per la loro componente estetica, piuttosto cercano realtĂ  capaci di aiutarli nel delicato processo della creazione del valore. Viene scelto come fornitore di elettrodomestici chi investe in azioni di trade marketing, attivitĂ  di training, promozioni in store, comunicazione b2b e programmi incentive. E chi, con azioni specifiche, sa aiutare i retailer a trasformare il punto vendita da semplice negozio a centro di interesse e di attrazione per invogliare i nuovi clienti a entrare e fargli vivere una shopping experience diversa, piĂą coinvolgente e gratificante.

 

Lo ha capito bene Elica, che proprio in questo numero ci parla del progetto di affiliazione Air Partners, dedicato ai suoi migliori punti vendita di arredo e cucina scelti per trasmettere al meglio il valore, la tecnologia e le potenzialitĂ  dei suoi sistemi aspiranti.

 

Oppure Beko Italia che, nell’intervista di copertina, ha posto l’accento sulla partnership di Grundig con 15 tra i più importanti produttori di cucine e di come il negozio sia il volano per comunicare il valore, la qualità e la propria expertise. Per questo, Francesco Misurelli, General Manger e ad, ci ha dichiarato che uno dei driver di crescita nel nostro canale sarà più che mai la distribuzione.

 

Ovviamente questi sono solo due esempi di come si sta muovendo l’industria degli elettrodomestici. Il punto è che al mercato servono partnership forti, lo hanno compreso i cucinieri, tanto quanto i mobilieri. E c’è bisogno di maggior dialogo e di maggiore condivisione dei problemi e delle opportunità. L’industria del bianco c’è e ha espresso molto chiaramente – anche attraverso le pagine di Progetto Cucina – la voglia di crescere nel canale e conquistare quote sempre più importanti. E lo farà investendo seriamente. Ora sta agli altri attori della filiera fare le proprie scelte in modo attento e lungimirante.

Arianna Sorbara - Progetto Cucina



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