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UNA DOMANDA SORGE SPONTANEA

 

Sembrerà quasi un paradosso, ma se oggi esistesse ancora il consorzio Elite, sarebbe la formula associativa più corrispondente ai movimenti più o meno evidenti che stanno toccando i buying group, e quindi quella parte del canale oggi più che mai messa in ‘crisi’ da un retail eldom arrivato veramente alla resa dei conti. Se infatti l’obiettivo di trasformare i gruppi in catene, e quindi in un’entità commerciale che decide centralmente e opera, agisce e comunica all’unisono su tutto il territorio con un unico brand è emerso a più riprese anche negli ultimi anni - anche (o soprattutto) per rispondere alla preferenza sempre più evidente dell’industria (big in testa) nei confronti delle società di capitale - oggi sono diversi i segnali che al contrario profilano all’orizzonte un’impronta ben diversa, potremmo dire opposta. In ordine di tempo, la decisione di Nova spa - come confermato e illustrato da Stefano Caporicci nella pagine che seguono – di gestire l’acquisizione di quattro pv romani ex Edom con una seconda società, ma soprattutto di mantenere sugli stessi l’insegna Trony e quindi di andare a vestire un secondo marchio (con il beneplacito delle due centrali, ovviamente), è il segnale piuttosto di gruppi associativi che aggregano realtà che vestono anche insegne diverse e che mettono al centro la propria identità e riconoscibilità territoriale (e quindi il proprio singolo sviluppo) e che stanno insieme con l’obiettivo soprattutto di comprare bene e sempre meno per vendere bene insieme. L’ipotesi poi che si crei una super centrale dall’aggregazione del gruppo GRE con il gruppo Euronics potrebbe confermare questa direzione. Tutto ciò certamente, come abbiamo già avuto modo di evidenziare, sottolinea quanto oggi le sfide del mercato technical e della trasformazione digitale si stiano abbattendo soprattutto sui gruppi d’acquisto e sulle società che li compongono e che nei momenti di difficoltà vale (purtroppo) solo la vecchia legge del “Liberi tutti”. Ma, ciò nonostante, una domanda viene spontanea: queste mosse saranno in grado di rendere questi gruppi, le insegne che vestono e le società che aggregano, più interessanti agli occhi dell’industria e dei consumatori e quindi più competitivi? Noi crediamo di no…

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Elena Reguzzoni TCE


45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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