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È un autunno caldo quello che si apre, e non certo meteorologicamente parlando. Perché dopo più di due lustri di abbuffate di canali tematici, si amplia, si diversifica e arricchisce il panorama delle tv generaliste tricolori. Le recenti mosse sullo scacchiere dei canali indicano infatti che in parte immediatamente, in parte dal prossimo inverno, l’acquisizione delle frequenze di Mtv (numero 8 del telecomando) a cura di Sky Italia e di Deejay Tv a opera di Discovery Italia (al numero 9), pongono e porranno questioni di non poco conto alle reti generaliste storiche di Rai e Mediaset, nonché qualche seria riflessione a La7. Già, perché – se per Mtv bisogna attendere le prossime mosse della piattaforma satellitare – le avvisaglie del neonato palinsesto di Deejay Tv pongono l’accento su una rete generalista focalizzata sul puro intrattenimento che non disdegna le fughe in avanti, perché vuole attrarre un target mediamente più giovane e scolarizzato. Il segnale è chiaro e inequivocabile: tra gli operatori pay si dà l’assalto alla diligenza free, dopo che gli exploit di Real Time, DMax e company nonché di Cielo stanno dimostrando, dati alla mano, che chi si è fatto le ossa nella palestra dorata degli utenti a pagamento, alla fine sa – all’abbisogna – avventurarsi sui lidi gratuiti. Certo, il successo non è così scontato, e per convincersi di ciò basta vedere le performance altalenanti di La7, ma visto che dietro i rinnovandi canali ci sono due pezzi da novanta internazionali, perfettamente in grado di monitorare la programmazione e di attingere a un catalogo sconfinato di contenuti, portare a casa il risultato si profila come un’opzione più che possibile. Alla fine, la lettura che se ne trae è che gli operatori pay sono ormai convinti che il numero degli italiani disposti ad abbonarsi alla tv a pagamento abbia ormai raggiunto il suo massimo, e che quindi occorra spostare l’asse del proprio business erodendo quello altrui. Ovviamente, c’è il rischio che alla fine i due player si facciano concorrenza in casa, così come è possibile che a rimetterci audience sia l’ampio e variegato bacino delle reti tematiche anziché le meglio carrozzate generaliste, così come l’ampliarsi di un’invitante offerta free potrebbe rendere meno allettante quella pay agli occhi dei potenziali nuovi abbonati. Sia quel che sia, di sicuro c’è che nei prossimi mesi ne vedremo delle belle.

Linda Parrinello


In Editoriale Duesse da:
 non ricordo più…

Secondo me, la televisione è: mediamente peggiore di chi la guarda e di chi la fa

Scrivere di televisione è: utile quando si informa sui contenuti, interessante quando si approfondisce il mercato, superfluo quando si punta sul puro gossip

I programmi che preferisco: quelli che parlano al cervello

I programmi che evito: quelli che mirano alla pancia

Il programma più amato: “I Simpson”

La tv di qualità è: quella che ha un suo stile

La sigla dell’infanzia: “Luna Park” del ‘79

La sigla della maturità: “Mad Men”

A proposito di quelli che la sanno lunga: “La televisione non potrà reggere il mercato per più di sei mesi. La gente si stancherà subito di passare le serate a guardare dentro una scatola di legno” (Darryl F. Zanuck, fondatore della 20th Century Fox - 1946)


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