Editorialisti

03 Febbraio 2017

Nessuna azienda è un’isola

Linda Parrinello

 

«Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto». L’incipit della stupenda poesia di John Donne, No Man Is an Island, si adatta straordinariamente a un contesto di mercato. Perché è cosa risaputa che anche le aziende, di qualsiasi tipo e settore, non siano ciascuna un organismo a sé stante in quanto vivono in virtù del contesto in cui operano e dei rapporti che riescono a instaurare, nonché del management che sanno esprimere. A considerarlo bene, quindi, questo numero speciale di esordio 2017 di Tivù rappresenta l’istantanea di un continente, o meglio di un arcipelago televisivo composto da realtà, più o meno vaste collegate tra di loro, e popolate da un’ampia varietà di ruoli e di figure apicali che rappresentano il meglio di quanto il settore e limitrofi sanno oggi esprimere.

 

In un ambiente in cui sembra che tutti conoscano essenzialmente i nomi di tutti, ma non sempre i volti di chi porta avanti le aziende e le rappresenta, abbiamo creato una directory dove è possibile scoprire o riconoscere le loro facce, una guida che ha l’ambizione di essere per certi versi anche uno strumento operativo.

 

E quello attuale ci è sembrato il momento più giusto per farla, soprattutto in considerazione dell’assestamento che si profila in seguito all’incontro-scontro Mediaset-Vivendi, i cui esiti cominciano già a farsi sentire, ma che lo faranno ancor di più nei mesi a venire, quando si capirà quale orizzonte industriale si profilerà per il Biscione. Il che, a seconda se dovesse prevalere il punto di vista italico piuttosto che la variante francese, potrebbe tradursi per il mercato – viste le proporzioni degli interessi in gioco – come minimo in uno smottamento se non in un vero e proprio terremoto, di cui anche altri soggetti del mercato televisivo potrebbero essere investiti, provocando un rimescolamento delle carte in gioco. Anche tra il management. Come dire: nessuno è tanto sprovveduto e stolto da pensare che l’affaire Mediaset riguardi solo Mediaset. Allo stesso modo Donne ebbe saggiamente modo di concludere la sua poesia col celeberrimo verso: «Non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te».

Linda Parrinello

In Editoriale Duesse da: non ricordo più…

Secondo me, la televisione è: mediamente peggiore di chi la guarda e di chi la fa

Scrivere di televisione è: utile quando si informa sui contenuti, interessante quando si approfondisce il mercato, superfluo quando si punta sul puro gossip

I programmi che preferisco: quelli che parlano al cervello

I programmi che evito: quelli che mirano alla pancia

Il programma più amato: “I Simpson”

La tv di qualità è: quella che ha un suo stile

La sigla dell’infanzia: “Luna Park” del ‘79

La sigla della maturità: “Mad Men”

A proposito di quelli che la sanno lunga: “La televisione non potrà reggere il mercato per più di sei mesi. La gente si stancherà subito di passare le serate a guardare dentro una scatola di legno” (Darryl F. Zanuck, fondatore della 20th Century Fox - 1946)


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