Editorialisti

01 Settembre 2020

Reagire di fronte all’incertezza (per non soccombere)

Paolo Sinopoli

Costanza e ottimismo sono i due mantra che il mercato cinematograficodeve far suoi per assumere decisioni coraggiose e costruire su un terreno ancora incerto e dissestato. Soprattutto, per non soccombere al pessimismo (e quindi alla paralisi del settore) bisogna edificare coni mezzi a propria disposizione, dando sempre il massimo. La situazione, certo, resta molto complessa. Se in Italia difficilmente assisteremo a un nuovo lockdown (più probabili misure di contenimento in caso di focolai), pena il crollo economico del Paese, mentre andiamo in stampa prosegue l’emergenza sanitaria in America. Fatto che ha portato allo slittamento di gran parte dell’offerta americana al 2021, pur potendo fortuntamente contare sulla presenza di alcuni blockbuster a sostegno della ripartenza a settembre. In questa complessa situazione bisognerebbe puntare sul cinema nazionale ed europeo – seguendo le orme della Francia che, sin dall’inizio della riapertura delle sale, ha registrato “risultati importanti” – sfruttando cometrampolino di lancio anche il Festival di Venezia. È un’opportunità senza precedenti per la nostra cinematografia, che per la prima volta si trova a giocare su un terreno meno affollato dalla competizione americana. Occorre davvero lavorare tutti affinché tutte le sale riaprano i battenti. L’alternativa è perdere ulteriore tempo prezioso, disabituare (per lungo tempo?) gli italiani all’esperienza cinematografica, con il rischio di perdite superiori alle previsioni stimate a inizio Covid. I distributori possono certo chiedere anche ai due circuiti nazionali principali di sostenere i titoli commerciali e di qualità più importanti a disposizione, siano produzioni italiane o europee. Inoltre, come già detto, le pay Tv e le piattaforme potrebbero sostenere maggiormente i film che rischiano l’uscita in sala, visto che i risultati al box office saranno nettamente inferiori al passato. Ma occorre ripartire, non abbiamo scelta. Anche noi, infatti, ci siamo assunti il rischio di chiudere un numero di BoxOffice così delicato e soggetto a imprevedibili mutamenti facendo presentare ai distributori la loro offerta cinematografica dei prossimi mesi.