e-duesse.it / Editorial(ist)i / Stefano Radice

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Ci siamo appena lasciati alle spalle il caso di Sulla mia pelle di Alessio Cremonini con tutte le conseguenze che ha comportato per l’uscita in contemporanea tra sale e Netflix: c’è stata una forte contrapposizione tra il distributore Lucky Red e le associazioni di esercizio con la conseguente, e meditata, decisione di Andrea Occhipinti di farsi da parte rispetto al suo incarico di presidente dei distributori. Un gesto nobile per evitare ulteriori tensioni ma a conferma che la fibrillazione è stata davvero molto alta e non facilmente gestibile. Però, quello che è evidente è che si è dimostrato ancora una volta come, tra distributori e gestori di sale, covi sempre la cenere; una cenere che riesce ad attizzarsi velocemente e a trasformarsi in incendio appena si manifesta un’occasione. Le contrapposizioni sono sempre forti anche se i protagonisti si affannano a sostenere di essere sempre soci al 50% e di lavorare nell’interesse dei film; da osservatori si fa fatica ad esserne convinti… Il dialogo tra le parti che a fatica si riesce a far partire, infatti, rischia poi di naufragare velocemente. Invece, di questo confronto e di una dialettica sana c’è proprio bisogno. E le parti devono riuscirci. Siamo convinti che la nuova presidenza dei distributori insieme a quelle degli esercenti, sapranno trovare gli equilibri giusti per portare avanti il lavoro. A iniziare dal tavolo interassociativo per il piano triennale sull’estate. L’auspicio è che si arrivi finalmente al tanto sospirato palinsesto di uscite tra giugno e agosto. Ne abbiamo bisogno non solo per la stagione più calda.
Il dialogo sarebbe utile portarlo avanti in tutti i periodi dell’anno, anche per evitare di trovarci di fronte a dei mesi di settembre come quello appena trascorso con decine di film usciti ma pochi veramente in grado di attirare l’attenzione degli spettatori; il solito sovraffollamento sempre molto negativo. O si inverte la tendenza, o si rischia grosso. Con l’auspicio che a questi tavoli siedano anche i produttori che non possono continuare a pensare che l’estate, in fondo, non sia un loro problema. C’è poi all’orizzonte un tema che ci sta molto a cuore, come sa chi ci legge. Quello della promozione. Un’iniziativa promozionale seria per lanciare il cinema in sala è indispensabile. Plaudiamo alla decisione delle associazioni di superare, di fatto, il modello CinemaDays; la festa del cinema da noi non è mai veramente decollata. E comunque non si può solo puntare sulla riduzione del prezzo del biglietto. Pensiamo anche noi che si dovrebbe sfruttare al meglio il traino primaverile dei David di Donatello per promuovere il cinema italiano e per lanciare il tanto sospirato piano estivo. Non solo. Ci vorrebbe anche un efficace piano di comunicazione per far conoscere agli spettatori delle sale e a chi al cinema non ci va, che la prossima estate sarà ricca di film. Questo piano, con un forte sponsor, dovrebbe partire a inizio anno, quando le sale sono piene. Per questo occorre fare presto; abbiamo bisogno di notizie certe e di un’industria che continui a dialogare superando le tensioni.