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The Great Experience

 

The Great Experience. Abbiamo voluto intitolare così questo numero speciale di Box Office perché siamo fortemente convinti che l’andare al cinema possa e debba diventare sempre di più un’esperienza “fantastica”.

 

Anche e soprattutto nell’ottica di quella customer satisfaction di cui abbiamo scritto nell’editoriale del 30 novembre. Vuol dire mettere sempre più il cliente-spettatore al centro dei pensieri di chi gestisce un cinema, piccolo o grande che sia.

 

Negli ultimi due decenni gli esercenti hanno sostenuto ingenti investimenti per migliorare le loro strutture ma, ultimamente, questo non sembra essere più sufficiente per spingere le persone ad andare a vedere un film sul grande schermo. Lo dicono chiaramente i dati di mercato. E anche il pubblico sembra suggerire: le sale, così come sono, non sono più di tanto attrattive e vorremmo di più. E se i cinema, come sono oggi, non andassero più bene? Proprio da questa considerazione nasce l’esigenza di questo speciale. Abbiamo voluto quindi offrire alcune suggestioni e spunti agli esercenti, sia che gestiscano multisale o multiplex, ma anche monosale, per cercare di rendere sempre più attrattiva la loro sala. Soprattutto in un’era in cui la concorrenza per il grande schermo è cresciuta in modo esponenziale. E non ci riferiamo solo all’home entertainment con l’avvento delle piattaforme, ma a tutto ciò che viene proposto a ognuno di noi per il tempo libero.

 

Siamo partiti da un punto. Il film, inteso come grande evento di richiamo, continua ad attirare pubblico in sala; ogni stagione ce lo dimostra. Al Lucca Comics & Games assistiamo da anni a code chilometriche per poter vedere installazioni, trailer e anteprime di film. Centinaia di migliaia di persone affollano le vie della città toscana per condividere insieme un’esperienza. Al di là di questi eventi e di film di grande richiamo, però, la capacità attrattiva del cinema sembra sempre meno efficace. A tutto svantaggio degli esercenti stessi, dei risultati dei titoli proposti e quindi dell’intero mercato. Allora, come non prendere spunto da altri settori merceologici che hanno trasformato i loro negozi in luoghi in cui andare a prescindere dal fatto che si abbia o meno il desiderio di comprare qualcosa (poi, chissà perché, si finisce sempre per fare acquisti)? Parliamo di locali che sono passati da semplici negozi a luoghi dove si vive una vera shopping experience. Perché non trasformare sempre più i cinema in ambienti in cui andare, passare del tempo sia prima che dopo le proiezioni? Luoghi da vivere, in cui sia possibile trovare da mangiare e bere evitando il solito binomio coca cola-pop corn? Avendo avuto l’occasione di passare da diverse concession stand, non abbiamo notato grandi evoluzioni negli anni. L’Italia, con la tradizione culinaria che le appartiene, potrebbe andare ben oltre l’offerta standard che si ritrova di solito nei cinema e che è “delegata” prevalentemente a catene internazionali. Inoltre, perché i cinema non potrebbero diventare ambiti in cui sia possibile acquistare prodotti, merchandising, colonne sonore, Dvd o Blu-ray legati ai film? Perché non immaginare di articolare gli spazi anche in modo diverso? Eccellenze in Italia non ne mancano, e di alcune di queste parliamo all’interno. Ma in quanti cinema è possibile venire a contatto con questa offerta e questo senso di novità? Perché – ci chiediamo – la gente è disposta a spendere cifre considerevoli per andare a mangiare in ristoranti, qualificati e non, mentre è poco propensa a pagare 8-9 euro per vedersi un film in sala? C’è qualcosa che non funziona e questo dipende anche da come i cinema stessi si presentano al cliente.

 

E qui entra in gioco tutto il lato promozionale, con la strategicità sempre più stringente del marketing territoriale, ovvero del rapporto stretto – quasi fiduciario – che si deve instaurare con il pubblico. All’interno proponiamo spunti e una serie di interviste a esercenti che hanno fatto di questo aspetto un imprescindibile punto di forza della loro strategia. Ma anche in questo caso ci sentiamo di dire che molto ancora si può fare. A partire da un aspetto banale come i siti Internet e le app dei cinema: quanti mettono belle foto delle sale, degli ambienti o anche solo degli eventi che organizzano? Il sito web e le app sono il primo biglietto da visita di un cinema. Quanti davvero conoscono a fondo il proprio pubblico (lo hanno “profilato”, come si dice con un pessimo termine)? Eppure con tutti gli strumenti che la Rete offre oggi, mailing list, database e molto altro, è una via da perseguire con decisione, anche per impostare una programmazione che sia sempre più affine con i gusti del proprio pubblico.

 

Ci sono influencer che spopolano sul web che vengono spesso utilizzati come testimonial di insegne, eventi, centri commerciali, etc. per attirare pubblico… È una strada che i cinema potrebbero seguire?

 

Siamo convinti che a livello tecnologico le sale italiane abbiano ormai raggiunto un livello medio-alto, grazie alla rivoluzione digitale degli ultimi anni. Sappiamo anche, però, che in questo settore l’evoluzione è costante, cosa che impegna gli esercenti a continui adeguamenti. Abbiamo cercato di dare alcune risposte su quale sia oggi il top di gamma in questo ambito.

 

Se passiamo al comfort in sala, notiamo che – fino a qualche anno fa – sembrava che il massimo della comodità fosse stato raggiunto. Negli ultimi anni, invece, abbiamo visto come all’estero l’evoluzione in questo settore sia stata rapida, con modelli di poltrone sempre più avveniristici e comodi (quasi dei veri e proprio divani). Su questo ci sentiamo di dire che, in media, le sale italiane sono rimaste un po’ troppo ancorate a modelli più classici. Ma anche in questo caso, l’evoluzione non si può fermare…

 

Abbiamo poi voluto dare al tutto uno sguardo internazionale con la pubblicazione di immagini di alcuni cinema nel mondo che puntano a offrire un’esperienza d’impatto, perché possano fungere da ulteriore stimolo. Infine, per rafforzare il nostro proposito e per cercare di trasmettere in modo ancora più chiaro una possibile idea di “great experience”, abbiamo chiesto allo studio di architettura milanese To.Do di darci una mano in tal senso. Ovvero di immaginare insieme a noi quale potrebbe essere un modello di cinema innovativo per il presente e, perché no, anche per il futuro. Ribadiamo che si tratta di spunti. Sappiamo bene che fare investimenti costa e che tanti ne sono già stati fatti. Ma vi invitiamo a farvi trasportare anche voi, come successo a noi, dalle immagini, dai disegni e dalla loro forza evocativa. Perché andare al cinema sia sempre più un’esperienza unica, coinvolgente e soprattutto bella da vivere e rivivere.

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Stefano Radice



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