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Industria e distribuzione allineati, con obiettivi di redditività condivisi

Di sicuro il mondo eldom è ancora alla ricerca di quella che sarà la sua morfologia. L’abbandono da parte dei colossi retail internazionali di un mercato italiano altamente competitivo (e da loro considerato poco remunerativo) prima, e la serrata di player, anche storici, che è cronaca più attuale, sono gli esempi più evidenti di quanto affermiamo. È successo con il gruppo Castoldi (oggi in concordato preventivo in continuità) e con il gruppo Galimberti, sulla cui situazione di ‘empasse’ ha certamente pesato l’acquisto avvenuto nel 2014 di Derta, per la quale la famiglia Galimberti aveva assorbito la totalità del pacchetto azionario. Non solo: nel momento in cui scriviamo, apprendiamo del fallimento di DPS (socio – il più importante in termini di peso – di GRE), lo stesso retailer che, nel 2012, aveva assorbito da Kesa Sourcing Limited 20 negozi Darty (successivamente anche quelli Fnac) e relativi staff con una contribuzione dichiarata di 3 milioni di euro da parte della stessa Kesa che era entrata a fare parte del capitale di DPS group per un 15%. E, infine, il nome più illustre, Mediaworld – il leader del mercato – che ha dichiarato lo spostamento di sede e la chiusura di punti vendita in nome di un bilancio consuntivo in perdita di 17 milioni di euro. Risultato? Uno sciopero generale indetto il 3 marzo scorso da tutte le sigle sindacali e abbracciato dai dipendenti della catena di tutta Italia (sede e punti vendita) su cui effetti si sta ancora discutendo. Nonostante questi (terribili) avvenimenti, attraverso la lettura della Mappa delle insegne eldom aggiornata a fine 2017, ci rendiamo conto che la rete rimane invariata a 1.872 punti vendita in tutta Italia (erano 1.848 nel 2016) evidenziando una non proporzionale selezione che, forse, aiuterebbe a efficientare la rete di negozi specializzati che, purtroppo, hanno dimostrato di non performare dappertutto in egual misura e in maniera soprattutto positiva.

Ma cosa ha portato il canale a una simile situazione? Certamente, gli anni passati a perseverare nelle inefficienze, nelle perdite di reddittività e nelle storture organizzative, drogando i volumi dei fatturati con promozioni continue, con l’esito unico di peggiorare la marginalità e quindi sempre più lo stato di salute del mercato e delle sue imprese. E, bisogna dirlo, basare la propria sopravvivenza, così come molti fanno da anni, sui premi e incentivazioni varie fornite dai brand, certamente non sarà sufficiente per smarcarsi dalla condizione di forte affanno (basti vedere i dati che pubblichiamo annualmente nello Speciale Bilanci dei principali retailer del canale).

Apprezziamo alcuni tentativi in atto, come quello di creare una super centrale dall’aggregazione del gruppo GRE con il gruppo Euronics, certo finalizzati ad efficientare e ad acquistare e vendere ‘meglio’, aumentando il ‘peso’ agli occhi dei fornitori, ma potrebbero, anche se andassero in porto, non sortire l’effetto desiderato se indirizzati ad attivare “scappatoie speculative di brevissimo termine” che accentuerebbero solo la ‘malattia’ dell’intero mercato.

Questo è lo stato dell’arte attuale. Uscirne non sarà facile, occorre e occorrerà il contributo e il lavoro di tutte le figure che compongono il retail fisico e quello online. Ed è quanto mai necessario che industria e distribuzione si muovano allineati, con obiettivi di redditività condivisi.

In questo senso, oltre al lavoro quotidiano di ciascuno, l’imminente edizione del Salone del Mobile (17-22 aprile presso i padiglioni di Rho Fiera) è un’ottima occasione affinché, non solo buyer e titolari dei punti vendita, ma anche gli store manager e i settoristi del bianco, visitandolo possano comprendere, direttamente, quelle che saranno le nuove tendenze in fatto di prodotto, ma anche la stessa modalità abbracciata dai brand del settore per presentare ed esporre l’offerta.

Dopo diversi anni alla direzione di Trade Bianco, Elena Reguzzoni lascia la responsabilità della testata. La ringraziamo per la dedizione e l’impegno che ha sempre avuto in tutte le attività all’interno di Duesse Communication, cogliamo questa occasione per rinnovare la nostra stima personale e professionale a Elena e le facciamo i nostri migliori auguri per le sue nuove sfide lavorative.

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Vito Sinopoli


Nato a: Rho (MI) il 15/03/1964.

In Editoriale Duesse da: sempre.

Esperto in: NIENTE.

Quando non scrive su Business People si occupa di: sto con i miei ragazzi, leggo fumetti, vado al cinema, sento musica e vedo gente.

Cosa gli piace: mia moglie, correre, frequentare mostre e musei, la musica black.

Non ama: i moralisti, i giornalisti tromboni, i reality, i logorroici.

Il film rivisto più volte: IL PADRINO.

L'artista musicale preferito: Stevie Wonder e David Bowie.

Il libro: le lettere di Berlicche (CS Lewis)


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