10 Ottobre 2019  09:30

Nicola Maccanico ricorda Paolo Ferrari

Redazione
Nicola Maccanico ricorda Paolo Ferrari

Paolo Ferrari insieme a Nicola Maccanico (© Pietro Pesce)

Il Ceo di Vision Distribution ed Executive Vice President Programming di Sky Italia

Pubblichiamo il ricordo personale di Nicola Maccanico (Ceo di Vision Distribution ed Executive Vice President Programming di Sky Italia) su Paolo Ferrari, storico presidente Warner che si è spento l’8 ottobre all’età di 85 anni.

«Paolo Ferrari ha sempre avuto una luce diversa intorno a sé. Per il suo lavoro affascinante collegato al mondo più aspirazionale dell’universo cinematografico, per l’accattivante energia positiva ma anche per la spigolosità piemontese che sapeva utilizzare ad arte quando necessario. Ed è proprio con quella luce che voglio ricordarlo in questo giorno dove si celebrano i suoi funerali ed in cui iscriviamo il suo nome di diritto nella storia cinematografica del nostro Paese. Paolo apparteneva a quella generazione che aveva trovato nel cinema non solo un lavoro ma soprattutto una comunità. Nella stagione del cinema artigianale, dei drive in, delle monosale, delle copie spedite con i treni, delle trattative tra uomini che si stringevano la mano. E di quella stagione Paolo è stato l’interprete più alto offrendo ai nostri occhi un percorso unico ed entusiasmante: da una sala di Torino al drive in di Ostia, alla programmazione dei cinema e poi la distribuzione americana con MGM, Columbia e Warner. È così diventato l’immagine manageriale del cinema americano in Italia, ed allo stesso tempo un naturale ambasciatore del nostro Paese nel mondo. Impossibile contare i successi ed i film distribuiti (dal Dottor Zivago a La migliore offerta, passando per Gran Torino), utile sempre ricordare il suo impegno incessante per il cinema italiano che si è prima tradotto nell’organica distribuzione del prodotto Cecchi Gori e poi nell’impegno strategico sul cinema italiano come presidente Warner, major che ancora oggi conferma questa opzione editoriale. Infine presidente della Fondazione Cinema per Roma, in una stagione non semplice dove con consueta generosità ha lavorato a costruire gli ennesimi ponti con il mondo americano. E proprio nel rapporto con gli Stati Uniti è possibile ritrovare l’anima più profonda di questo indimenticabile essere umano. Paolo amava gli Stati Uniti nei confronti dei quali aveva un approccio di grande ammirazione, anche perché il suo sogno americano lo aveva realizzato eccome. Ma al tempo stesso non consentiva mai a questa passione di intaccare il suo orgoglio nazionale. Per questo è stato un promotore convinto del nostro Paese difendendolo nei tavoli cinematografici internazionali e sostenendo sempre la nostra eccezione culturale in una visione positiva e costruttiva. La diversità italiana per lui non ha mai giustificato degli insuccessi ma è stata stimolo continuo per ricercare riconoscimenti ancora più grandi. Si è sempre considerato giustamente uomo di mercato e decisamente competitivo, ma con un’incrollabile etica italiana.
Mancherà molto al mondo del cinema e a tutti quelli che lo hanno conosciuto e frequentato. Ma soprattutto mancherà a me. Paolo è stato il mio maestro, un uomo che ha cambiato la direzione della mia carriera. Lavorando al suo fianco e attraverso il suo esempio sono cresciuto e ho cominciato a conoscere il mondo al di fuori dei confini nazionali. Ho capito come si poteva amare profondamente il proprio mestiere senza mai perdere il necessario distacco professionale dai problemi complessi che ci circondano. Ho visto e sentito come la nostra capacità di lavoro passi innanzitutto dalla comprensione degli esseri umani e delle dinamiche che caratterizzano i loro rapporti. Ho vissuto un modello di leadership duro e coinvolgente al tempo stesso. Ho ammirato il coraggio come elemento qualificante di un manager e di un uomo. La vita di ognuno di noi è scandita da alcuni incontri e da alcune persone che lasciano un segno indelebile e plasmano il nostro essere. Paolo Ferrari ha avuto questo ruolo nel mio percorso e oggi voglio immaginarlo lassù, con quello sguardo luminoso che aveva quando sorrideva. Magari al fianco di mio padre».

EDITORIALISTI

  • 10 Giugno 2019
    Quest’estate, andiamo al cinema
    Chi è andato al cinema in questi mesi avrà sicuramente visto proiettato con costanza un trailer di incentivo ad andare...
Stefano Radice

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