23 Febbraio 2012  18:00

Procacci, politica prepotente sul Festival di Roma

BOSr
Procacci, politica prepotente sul Festival di Roma

L’intervento del produttore sulla manifestazione capitolina

«I nomi che dovrebbero succedere alla gestione Rondi-Detassis e che leggo sui giornali sono indubbiamente quelli di professionisti ineccepibili. Penso però che tutta questa faccenda sia un enorme papocchio portato avanti dalla politica con prepotenza e arroganza fuori luogo». È quanto ha replicato il produttore Domenico Procacci a margine dell'incontro stampa del film ‘Gli sfiorati’ avvenuto oggi a Milano a una domanda sul futuro del Festival di Roma. «La politica deve permettere l'esistenza a queste manifestazioni, ma non può entrare in certi meccanismi senza la competenza necessaria e stravolgendone le regole. È’ mancato del tutto il rispetto di certe norme: si deve permettere al presidente in carica, anche se in scadenza, di nominare il proprio direttore artistico. Vale a poco sapere che il prossimo presidente, a giugno, si ritroverebbe con un direttore artistico non di suo gradimento, d'altro canto anche il sindaco Alemanno terminerà nel 2013 il suo mandato e il prossimo primo cittadino di Roma, a quel punto, si troverebbe con una governance del festival scelta da altri».

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Paolo Sinopoli

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