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Rutelli, non facciamoci soprendere dai cambiamenti

Rutelli, non facciamoci soprendere dai cambiamenti

Un momento della conferenza stampa di presentazione di Ciné all'Italian Pavilion di Cannes

Le preoccupazioni delle associazioni emerse durante la presentazione a Cannes di Ciné

C’è preoccupazione per il momento che il mercato cinematografico sta vivendo. La conferenza stampa di presentazione, questa mattina a Cannes, delle giornate Ciné di Riccione, è stata l’occasione per le associazioni di far presente alcuni temi. Francesco Rutelli, presidente Anica ha esordito sottolineando che “il 2017 è stato un anno molto difficile in cui si è completata la legge cinema. Ora il quadro normativo è di discreta certezza con la filiera che può contare su uno strumento di legge maturo e moderno. Il 2018 sta evidenziando una ripresa nella qualità del prodotto italiano che si manterrà fino a fine anno. La sfida, ora, è quella di riuscire a organizzare una buona programmazione per il 2019 che deve essere fatta tra tutti gli attori della filiera. La concentrazione di titoli italiani e internazionali in poche settimane non funziona. Inoltre, ci sono moti cambiamenti nell’industria e nell’assetto dell’audiovisivo che potrebbero arrivare in modo dirompente dall’estero; noi dobbiamo essere pronti e trovare insieme delle soluzioni”. Andrea Occhipinti, presidente dei distributori Anica, dopo aver sottolineato l’importanza di una sede di confronto e di incontro come Ciné, ha poi aggiunto: “Bisognerebbe cominciare a posizionare i film durante l’anno con molto più anticipo. Le major stabiliscono le date dei loro film con programmazioni pluriennali mentre per il prodotto italiano e indipendente arriviamo sempre all’ultimo, finendo per optare su date molto concorrenziali. E’ un appello che faccio a noi distributori”. Occhipinti, in vista del congresso nazionale Anec del 23 maggio ha espresso l’auspicio “che la storica associazione dell’esercizio ritrovi unità, trovando un presidente che possa avere il consenso di tutti”. Luigi Lonigro, vicepresidente Anica ha aggiunto: “Abbiamo bisogno che le associazioni tornino a dialogare su temi importanti per cercare di modificare il nostro modo di operare. E’ vero che una delle cattive prassi del nostro mercato risiede nella programmazione dei film. In Gran Bretagna, Francia e Germania i film nazionali vengono posizionati con largo anticipo. Nei primi due mesi del 2019 si rischia l’uscita dei film di Pieraccioni, Zalone, Ficarra e Picone, Siani… sarebbe un inizio di anno molto squilibrato. Noi stiamo parlando di questi temi con i produttori; sono convinto che dal dialogo potrà nascere una proposta a lungo termine che non può che dare benefici alla filiera”. Ha concluso Carlo Bernaschi, presidente Anem: “I principali mercati europei crescono mentre l’Italia arretra. Il problema della programmazione è evidente; i film ci sarebbero ma dovrebbero essere distribuiti anche da noi nei momenti giusti, come avviene in altri Paesi. Vediamo, invece, che anche quest’anno l’estate non brilla eccessivamente per offerta. L’esercizio c’è, ma ci vogliono nuove regole di mercato”.

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