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La carica dei voice assistant

La carica dei voice assistant

Entro il 2022 gli smartphone con integrati gli assistenti intelligenti saranno 5 miliardi a livello globale. In Usa più della metà delle famiglie avranno uno smart speaker

Siri, Cortana, Alexa, Bixby e Google Assistant animano sempre più i dispositivi smart, prima di tutto gli smartphone o tablet, ma anche indossabili, PC, Tv fino agli altoparlanti intelligenti. Entro il 2022 negli Stati Uniti i device con integrati gli assistenti intelligenti saranno 870 milioni, con un incremento del 95%, rispetto ai 450 milioni stimati per quest’anno. È quanto emerso dalla ricerca Digital Vocie Assistants: Platforms, Revenues & Opportunities 2017 – 2022 di Juniper Research. In particolare gli smart speaker arriveranno ad essere presenti nel 55% delle case americane, ovvero saranno scelti da oltre 70 milioni di famiglie statunitensi. I dispositivi come Amazon Echo, Home di Google, HomePod di Apple e Sonos One installati nelle case americane arriveranno ad essere 175 milioni. Secondo la ricerca di Juniper tra le tendenze crescenti c’è quella dei dispositivi multi assistant, ovvero che integrano più assistenti intelligenti e l’istituto di ricerca evidenzia che “i fornitori di hardware e software devono utilizzare l'uso di cross-assistant più agevole e più intuitivo”. La ricerca indica che a livello globale continueranno ad essere gli smartphone i device più diffusi con i voice assistant, entro il 2022 saranno 5 miliardi in uso in tutto il mondo. Inoltre secondo Juniper la diffusione dei voice assistant aprirà una nuova opportunità per la pubblicità e prevede che globalmente che la spesa pubblicitaria connessa agli assistenti intelligenti raggiungerà entro il 2022 19 miliardi di dollari, anche se l’autore della ricerca James Moar evidenzia che "Non tutte le interazioni vocali sono ricerche di prodotti, il che significa che gli inserzionisti dovranno costruire una strategia vocale di un marchio per la fornitura di informazioni e la vendita", anche per evitare che gli utenti abbiano reazioni negativi ad interruzioni “pubblicitari” nel corso delle loro ricerche vocali, come accaduto mesi fa quando Google ha inserito un messaggio promozionale per l’uscita di un film nelle sale americane, immediata è stata la reazione negativa degli utenti su diversi social.