08 Novembre 2019  12:06

Un sogno imprenditoriale

Emanuela Sesta
Un sogno imprenditoriale

Maurizio Andronico (a sinistra nella foto) insieme ad alcuni collaboratori

È quello di Bruno, socio Euronics, “una realtà del Sud che si sviluppa al Nord”. Parola di Maurizio Andronico, presidente e ad del retail siciliano

Quando sentiamo Maurizio Andronico, presidente di Bruno, socio Euronics, è la sera che precede l’inaugurazione del quarto punto vendita del retail in Triveneto. In particolare, lo store aperto a metà ottobre a Padova si presta per essere identificato come un negozio ‘iconico’ dal punto di vista dell’impatto ambientale, della volontà di sviluppo al Nord della società di Catania e, fattore particolarmente sentito per il management, dell’occupazione (l’apertura di Padova ha portato l’organico della Bruno Spa a quota 700 dipendenti).

Bruno è cambiata molto negli anni. Qual è il significato dietro all’espansione al Nord?

Lo sviluppo nei territori tradizionali della Sicilia e della bassa Calabria aveva ormai raggiunto quote di mercato tali da rendere complicato una ulteriore crescita, perché si sarebbero inevitabilmente cannibalizzati i fatturati. Abbiamo quindi valutato altre possibilità di sviluppo territoriale, tenendo anche conto delle regioni non presidiate dal marchio Euronics. Ciò per evitare una sovrapposizione con gli altri soci del Gruppo in zone da loro storicamente presidiate. Paradossalmente l’ultimo spazio disponibile era il Triveneto e lì, dopo una serie di valutazioni, abbiamo deciso di indirizzare i nostri investimenti. È fondamentale. Tenga conto che tra i dipendenti di Bruno c’è stato chi ha deciso di trasferirsi con la famiglia al Nord per trovare con più facilità altre opportunità professionali per il coniuge che qui, in Sicilia o in Calabria, non avrebbe avuto. In altri casi, aprire al Nord ha dato l’occasione ad alcuni collaboratori di ricongiungersi al marito o alla moglie che già aveva trovato lavoro lì. Una opportunità e un bel regalo per il futuro.

Come vi differenziate dal canale online?

 

Se il cliente, quando esce da un nostro punto vendita, ha vissuto una esperienza positiva a contatto dei nostri collaboratori o se il negozio ha la capacità di essere un punto di emozione, allora ci differenziamo e vinciamo. Anche nel caso in cui vengono dati i servizi che il Pure Player non può dare, fosse solo anche il banale trasferimento da un telefono all’altro della rubrica o delle App o la calibrazione delle immagini del nuovo Tv, un retail fisico ha maggiori possibilità di successo. Riflettiamo: Best Buy, che opera nella patria di Amazon, dovrebbe essere già morta e invece sta facendo i migliori bilanci della sua storia; Dixons, che ha negozi in un territorio europeo dove la quota dell’online è molto alta, registra comunque buoni risultati. Questo dimostra che non è impossibile. E molto dipende dalle persone che compongono l’organizzazione.

Lo scorso luglio è stato rieletto, come unico italiano, nel board di Euronics Internationa. Come commenta?

 

E’ una soddisfazione perché è una grande opportunità a più livelli. Intanto ci dà la possibilità di contribuire a costruire un brand globale perché è chiaro che l’azienda Bruno, per quanto sia conosciuta nel suo territorio, non è una realtà globale e non lo è nemmeno Euronics Italia. Al contrario, Euronics International lo è e questo ci dà una maggiore forza in termini competitivi rispetto a tanti altri marchi della distribuzione, anche online. Secondo aspetto, quest’anno a livello europeo abbiamo siglato la prima sponsorizzazione internazionale (dei giochi della lega degli sport elettronici che l’anno prossimo diventeranno anche disciplina olimpica). Chiaramente è un punto di partenza perché l’aspirazione è quella di fare sponsorizzazioni ancora più rilevanti e riconoscibili a livello europeo. L’appartenenza al Gruppo Internazionale, inoltre, è una opportunità di confronto e di benchmark riguardo alla trasformazione digitale con realtà molto più avanzate in questo senso delle nostre. Infine un vantaggio economico: potendo fare massa critica a livello internazionale si ottimizzano gli investimenti e si possono ottenere migliori condizioni anche dai fornitori. Poi certo questo ultimo vantaggio va considerato un obiettivo non primario perché se considerassimo Euronics International semplicemente come un bonus club non avrebbe tantissimo appeal (ride, ndr).

Chi fa retailer non si può mai sedere.

 

Sicuramente no, mai.

L'intervista completa su UpTrade novembre

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