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Unieuro avanza su DPS, ma ATM ‘frena’ un accordo

Unieuro avanza su DPS, ma ATM ‘frena’ un accordo

Il punto vendita di San Babila (immagine da archivio)

Il punto vendita di San Babila di Milano tiene col fiato sospeso i 140 dipendenti ex-Trony

La querelle ‘Dps’ sembra giunta al capolinea. Ma il condizionale resta d’obbligo.

 

Confermata l’offerta ‘importante’ (così come sottolinea l’edizione odierna de Il Corriere della Sera-edizione Milano, ndr) per rilevare punti vendita e personale del socio GRE fallito, sembra che l’ostacolo che permane per finalizzare l’accordo sia la diatriba con Atm (per l’affitto dello spazio commerciale nel mezzanino della metropolitana in piazza San Babila) che reclamerebbe un credito di duecentomila euro di affitti arretrati non pagati da Dps. Una questione non da poco, in quanto ‘San Babila’ fungerebbe da “condizione fondamentale” per la risoluzione dell’acquisizione.

 

Unieuro avrebbe manifestato interesse per riaprire sotto la propria insegna otto pv, di cui quattro dislocati a Milano: corso Vercelli, viale Certosa-Portello, via Bronzetti- corso XXII Marzo e piazza San Babila, con l’impegno di riassumere i 140 lavoratori ex-dipendenti DPS che, dallo scorso marzo, sono rimasti a casa in regime di articolo 72 (sospensione dello stipendio).

 

Per i sindacati, se non si trovasse un accorso con Atm, questa “si assumerebbe una responsabilità enorme nei confronti di 140 persone” che, dallo scorso marzo, aspettando risposte concrete.

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