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Bernasconi Mario & C spa, depositata la richiesta di concordato preventivo

Bernasconi Mario & C spa, depositata la richiesta di concordato preventivo

Presentato al Tribunale di Varese, sezione fallimentare, anche il piano di liquidazione dei creditori

Purtroppo un'altra importante realtà del nostro commercio è arrivata a presentare i libri in tribunale. Si tratta della società Bernasconi Mario & C spa, attiva nel dettaglio e nell'ingrosso di elettrodomestici a Varese e nelle province di Verbania, Biella e Torino. L'azienda era stata costituita nel dopoguerra, dapprima per impianti elettrici e avvolgimenti motori, poi come rivendita di materiale elettrico e di elettrodomestici. La forma giuridica attuale è del 1972 e per trent'anni la Bernasconi Mario & C ha mantenuto le attività di rivendita sia di materiale elettrico che di elettrodomestici. Nel 2002 fu deciso di abbandonare l'attività del materiale elettrico per concentrarsi sulla vendita sia all'ingrosso che al dettaglio di elettrodomestici e di elettronica di consumo. I negozi esposero l'insegna Trony per la partecipazione della società al gruppo Gre.
I problemi che vengono evidenziati negli atti presentati al Tribunale di Varese, sezione fallimentare, sono la crescita della competizione commerciale per l'arrivo degli ipermercati e di competitor internazionali quali Media World, Unieuro e Darty, prima assenti nel mercato nazionale. Tali concorrenti hanno eroso sia i volumi di vendita che i margini lordi della società. La riduzione dei margini lordi è indicata in calo anche del 5-15% a seconda dei settori analizzati. In particolare i prodotti dell'area tecnologica hanno visto calare drammaticamente il margine percentuale sulle vendite passando da un 25% ad un 15% ( o anche inferiore).
A questo si aggiunge la profonda crisi finanziaria e dei consumi avviatasi nell'ultimo trimestre del 2008 a livello globale e la relativa dinamica negativa del settore degli elettrodomestici.
Per quanto riguarda la situazione di crisi particolare della societ√† Bernasconi spa, si evidenzia che la propriet√† √® intervenuta pi√Ļ volte immettendo liquidit√† negli ultimi tre anni.
All'approvazione della bozza di bilancio 2010 il consiglio di amministrazione della società ha preso atto dell'improrogabilità delle decisioni da assumere avendo constatato la mancanza delle condizioni per la prosecuzione dell'attività sociale.
In data 28 aprile 2011 il consiglio di amministrazione riunito ha deliberato di approvare la domanda di concordato preventivo e di autorizzare il signor Bernasconi Cesare Luigi a presentare la proposta al Tribunale competente.
La pratica è stata protocollata dal Tribunale di Varese il giorno 29 aprile 2011.
Veniamo agli atti presentati come allegato al piano di concordato. Si legge al punto 5, che in data 15 aprile 2011 è stata predisposta la comunicazione per informare i lavoratori in merito alla possibile concessione in godimento del ramo d'azienda alla società Comtecno srl che aveva nel frattempo fatto pervenire il proprio interessamento. Il documento continua specificando che in data 28 aprile 2011 è stato affittato il ramo d'azienda alla società Comtecno srl, che si impegna ad acquistare le merci per la rivendita per il negozio di Varese in via Aurelio Saffi. Di questo affitto di ramo d'azienda c'è una pratica specifica e dettagliata del Tribunale di Varese registrata il 29 aprile 2011.
Tornando al piano del concordato si evidenzia che il totale attivo realizzabile sembra essere di oltre 12 milioni di euro, dal quale togliere circa un milione di euro di accantonamenti prudenziali. I debiti sembrano essere di oltre sei milioni di euro per i creditori privilegiati (creditori che devono essere pagati per primi e totalmente ndr) e la parte restante dell’attivo (circa 4,6 milioni di euro) sarà destinata per i crediti chirografari. Tale cifra sarebbe equivalente a una copertura del 31,2% del debito chirografario.
Fin qui recitano gli atti. Quello che atti non dicono sono oltre mezzo secolo di storia e di successi e purtroppo delle recenti vicissitudini che hanno accompagnato la vita di questa azienda e le persone che ci hanno lavorato e costruito i loro sogni e l'espansione della Bernasconi spa.
Oggi dobbiamo registrare la fine di un percorso che nessuno avrebbe voluto terminasse con i libri in tribunale.

Commenti

BERNASCONI MARIO SPA

VINCE LA DISTRIBUZIONE SULL'INDUSTRIA.
CI SONO ANCORA TROPPI PUNTI DI VENDITA IN ITALIA
RISPETTO AL MERCATO.
MEDIA,CATENE E GRUPPI STRITOLANO LE AZIENDE .

FANNO IL BELLO E CATTIVO TEMPO. NON RIMETTENDOCI MAI.
C'E TROPPA DIFFERENZA,NELLE CONDIZIONI DI VENDITA COMMERCIALI.
E'UNA QUESTIONE DI NUMERI E LA AZIENDE SONO SENSIBILI,PIU'GROSSE SONO.
C'E DA SOFFRIRE ANCORA QUALCHE ANNO;POI FORSE I PREZZI SALIRANNO E DI
CONSEGUENZA I MARGINI.

che delusione, che amarezza

Cosa c'√® di strano dalla notizia riportata?! Non ditemi che √® una novit√†, che √® un lampo a cielo sereno. Il problema √® che ce ne saranno a raffica di queste situazioni, se continuiamo a comportarci in questa maniera (leggasi volantini sottocosto o quant'altro). Ci siamo fatti male per conto nostro, il cliente ormai aspetta nient'altro che questo tipo di offerte o aperture ci punti vendita che implicano tali offerte. I margini sono sempre pi√Ļ risicati, le aziende produttrici ci sguazzano, e noi rivenditori (grossi o piccoli che siamo) ci lasciamo attrarre dalle "chimere" Media World o simili (ma non ce ne sono di simili). Non venitemi a dire poi che √® il "mercato" strutturato cos√¨, perch√® √® solo nel nostro settore che c'√® una giungla commerciale con una completa mancanza di una logica. Abbiamo appena buttato alle ortiche una opportunit√† di un 2010 fatto di incentivi e DDT offrendo la merce al pubblico con margini ridicoli ed ora ne traiamo le conseguenze. Sar√† il 2011 un altro "annus horribilis" ma nonostante tutto continuiamo ad eliminarci l'uno con l'altro e chi resta in piedi ovviamente √® sempre MediaWorld che con le spalle che ha non la smuove nemmeno un uragano. Per√≤ noi come dei fessi cerchiamo di imitarla, senza avere le loro capacit√† di riserva.

Un rivenditore estremamente deluso.

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