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Expert: la multicanalità “dolce”, le persone e la differenziazione al di là del prezzo

Expert: la multicanalità “dolce”, le persone e la differenziazione al di là del prezzo

Alla convention nella quale ha festeggiato i suoi 50 anni, tenutasi al Forte Village in Sardegna, il gruppo arancione ha parlato di come vuole costruire il suo dopodomani

Mai come dopo questa convention, quella di Expert per i suoi 50 anni, è chiaro che se la sfida per tutti, totale e non più procrastinabile, è quella della multicanalità, le strade per arrivarci possono essere diverse. Dal palco di Forte Village, dove il gruppo arancione ha radunato oltre 650 partecipanti fra soci, sede e fornitori, infatti è stato confermato che se Expert chiude i suoi primi 50 anni, quella che è stata definita la prima rivoluzione, con la posizione da leader dei gruppi associativi - la parola gruppi d'acquisto è stata bandita - e un fatturato balzato di 700 milioni di euro del 2010 ai 1.930 milioni dello scorso anno, una seconda rivoluzione è già in corso e tocca cambi di modelli di consumo, di offerta, di competizione, aprendo le porte a un futuro che non è quello di oggi e nel quale per cominciare bisogna essere multicanali. Ma, abbracciando una multicanalità “dolce”, come è stata definita da Fabio Cecchi, direttore commerciale di Expert, ovvero non può essere quella radicale dell'allineamento agli etailer, quella per dirla tutta scelta dalle catene, perché semplicemente non sostenibile dalle realtà imprenditoriali individuali che compongono questo Gruppo, come ha dichiarato Roberto Omati. Farlo significherebbe vanificare il lavoro di decenni. O quanto meno non è abbracciabile fino a quando il corto circuito distributivo che genera gap enormi di pricing su categorie core per questa realtà, ovvero ged, ped e clima, non vedrà quanto meno un ridimensionamento. Per costruire questa condizione Expert chiede prodotti e linee dedicate all'industria, ma mette sul piatto un controllo su redistribuzioni spregiudicate che aiutino i brand a servire direttamente gli etailer e quindi una riduzione dei gap, ma anche l'impegno a costruire una uniformità d'offerta a partire da gamme comuni e servizi più standardizzati. Tutto senza dimenticare che il vero patrimonio di questa realtà sono le persone : "100 imprese fatte di persone, coese, anzi che si vogliono bene, che danno veramente servizio nei loro negozi" ha detto Tommaso Leso, presidente di Expert. Presidente che ha concluso: "è un momento difficile, il mercato non brilla, ci sono tanti temporali da affrontare, ma sono soddisfatto siamo rimasti uniti, coesi, ora dobbiamo solo essere più veloci a lanciare attività e azioni che ci differenzino, che facciano uscire tutta la forza che abbiamo in pancia e ci portino a essere meno convenienza di oggi, a innovare, ma rimanendo coerenti con quello che siamo. Stiamo già seminando, le basi per innescare questa marcia, per confermare che il futuro siamo noi, ci sono". Da segnalare l'intervento assolutamente carismatico del maestro Pupi Avati e il suo messaggio: "il senso della vita, anche di una impresa, è il domani".

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