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Molotov.tv, dalla Francia una nuova proposta di televisione

Molotov.tv, dalla Francia una nuova proposta di televisione

Forte del suo successo, la piattaforma punta ora a conquistare nuovi mercati europei. Italia, Germania, Regno Unito, Spagna e Belgio i Paesi più appetibili

Avere a disposizione su un’unica piattaforma (o un’unica app) l’intera offerta televisiva per rendere più affascinanti i palinsesti tradizionali anche tra le nuove generazioni, attratti più dai contenuti on demand. È la scommessa di Molotov.tv, piattaforma francese che Oltralpe ha già messo a portata di click un’ottantina di canali e conquistato circa 5 milioni di utenti. E che ora prova a sbarcare in altri Paesi europei. Italia compresa.

Nata su iniziativa di Pierre Lescure, fondatore delle pay tv Canal+ e Telepiù, Jean-David Blanc, creatore del sito di cinema Allociné, e Jean-Marc Denoual, già manager da Tf1, Molotov.tv ha l’obiettivo di portare la rivoluzione digitale all’interno del piccolo schermo. Perché, come si spiega in un articolo de la Repubblica, “se molti canali si sono adeguati al mondo digitale, le interfacce sono spesso diverse, non tutti propongono le funzioni richieste dal pubblico e soprattutto navigare tra diverse applicazioni e siti richiede tempo e disperde l’attenzione”.

Oggi i clienti francesi hanno a disposizione quasi tutti i programmi tv (il 90% delle emittenti gratuite) nei 28 Paesi dell’Unione europea con la possibilità di visualizzare replay e registrare nel cloud. Quella di Molotov.tv è un business model basato per una parte sul freemium, con la proposta delle principali emittenti gratuite francesi, e per l’altra sulla commercializzazione dei canali a pagamento e di alcune opzioni come l’acquisto di spazio di memoria supplementare e l’aumento del numero di dispositivi.

Esportare Molotov.tv – c’è interesse ad approdare in Italia, Germania, Regno Unito, Spagna e Belgio – non sarà semplice: bisognerà prendere accordi con i singoli canali e in Francia le trattative sono durate quasi due anni. Jean-David Blanc ha spiegato che la piattaforma si propone come un distributore di contenuto, non un competitor, e offre ai canali tv che aderiscono alla piattaforma di usufruire dei dati sull’audience da parte degli utilizzatori, rispettando gli spazi pubblicitari come nel palinsesto analogico, così come le formule di abbonamento. Ma, nonostante le molte garanzie e gli incentivi alla conquista di nuovo pubblico, l’adesione di gruppi tradizionali non è scontata.

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