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Rai: approvato il Ccl

Rai: approvato il Ccl

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Salta però l’accordo su Il Paradiso delle signore a Torino

Con il 58% dei voti a favore è stata approvata l'ipotesi di rinnovo del Contratto Collettivo di Lavoro tra Rai (assistita da Unindustria-Confindustria) e i lavoratori del gruppo, rappresentati da Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, Ugl Comunicazioni e Libersind-Confsal. Hanno partecipato al voto 7,5mila dipendenti, circa il 72% degli aventi diritto. «Con la sottoscrizione del nuovo Contratto di Servizio 2018-2022, il rinnovo del CCL Quadri, Impiegati, Operai, a cui si auspica di poter presto aggiungere l'Accordo per l'estensione del Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico e il rinnovo del CCL del Lavoratori della controllata Rai Pubblicità, il Gruppo Rai dispone di un quadro normativo e di riferimento certi, sulla base dei quali impostare gli impegni dei prossimi anni», ha dichiarato il dg Rai Mario Orfeo in una nota.

Non ha avuto lo stesso esito la trattativa sindacale in merito alla nuova stagione de Il Paradiso delle signore, che si sarebbe dovuta girare a Torino (nel centro di produzione Rai e nei teatri Lumiq, in coproduzione con Aurora). Rai avrebbe chiesto un impegno di nove ore al giorno (più una di pausa pranzo) offrendo 25 euro al giorno in più rispetto allo stipendio mensile e 850 euro una tantum, garantendo il recupero dei giorni in più lavorati. La proposta è stata bocciata da 86 lavoratori (49 a favore e 32 gli astenuti). Si sarebbe trattato di 60/70 ore di lavoro. Un modello produttivo che, spiegano in una nota i sindacati, nelle fiction di breve durata comporta 55/60 ore di lavoro a settimana (per produzioni di 8 settimane circa), ma che sarebbe insostenibile se spalmato su 38 settimane di lavorazione «con nessuna squadra per alternare il lavoro, nessuna previsione di aumento d’organico». «Il girato previsto su giornata per Il Paradiso delle Signore è di 45 minuti, mentre normalmente le fiction “industriali” si attestano tra i 23 (come Un posto al sole) e i 30 minuti massimo. Quei prodotti si realizzano con 10 ore di lavoro e con massimo tre set. Il sospetto è che, visti i presupposti di durata e l’organico a disposizione, chi ha pensato al modello produttivo non abbia mai creduto che la fiction si potesse fare internamente», si legge nella nota. Il sindacato afferma di aver presentato una controproposta a Rai, offrendosi di avviare la fase iniziale della produzione ai ritmi predisposti dal gruppo, per poi modificare il modello aumentando l’organico e «riportando i tempi di lavorazione nella sostenibilità per un’attività produttiva che dura quasi 1 anno ( 4 giorni a 10 ore, più il 5° giorno straordinario all’occorrenza)».

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