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Serie A: Mediapro e Lega ai ferri corti

Serie A: Mediapro e Lega ai ferri corti

©Pixabay

 

Garanzie insufficienti, un fantomatico canale che continua a essere inusitatamente preteso dagli spagnoli, a poco meno di tre mesi dal fischio d’inizio, il Campionato è ancora nel caos

 

Prima o poi qualcuno dovrà rendere conto del caos in cui ha fatto precipitare la Serie A. Perché alla pantomima tragicomica a cui si è assistito nei mesi scorsi, si è aggiunto un nuovo atto. Infatti, nel corso dell’assemblea di ieri, la Lega ha votato due delibere: la prima ha disconosciuto le garanzie fornite da Mediapro (intervenuta con il presidente Jaume Roures), la seconda (non passata perché votata da 11 club su 12), riguarda la “dissoluzione” del contratto con la stessa agenzia spagnola.E anche questa mattina la risoluzione del contratto non è (temporaneamente) passata: 10 squadre hanno infatti votato a favore, mentre cinque (Cagliari, Torino, Udinese, Milan e Genoa) si sono astenute. Il tutto è rimandato al 28 maggio, perché nel frattempo Mediapro dovrebbe versare – secondo quanto riporta MF-DJ – 186mln come integrazione della caparra già versata a maggio (la delibera dovrebbe essere votata dal cda della capogruppo Imagina domani). Siamo comunque lontani dai 1,2mld di euro che Mediapro avrebbe invece dovuto versare. A ogni modo, secondo il consulente legale della Lega, tale contratto può essere legittimamente risolto in qualsiasi momento.

L’assemblea di ieri si era conclusa con ben poche certezze: «Il presidente di Mediapro Jaume Roures è stato invitato in Assemblea, anche su richiesta e indicazione di qualche Società, e ha ribadito quelli che sono gli atti e i prossimi passi che hanno intenzione di fare. Sono degli atti significativi ma non corrispondono agli adempimenti contrattuali», si legge nella nota. Secondo quanto riporta la Repubblica, Roures avrebbe proposto come garanzie la visibilità del patrimonio netto della capogruppo Imagina (400mln di euro) e 186mln cash, disponibili però solo tra 10 giorni. Gli spagnoli intenderebbero comunque aspettare l’esito dell’appello (previsto il 7 giugno) contro la decisione del Tribunale di Milano, che ha dato ragione a Sky sospendendo il bando sull’assegnazione dei diritti.

Incalzato però da Gaetano Micciché (presidente designato della Serie A), il presidente di Mediapro ha insistito su quella che a questo punto è stato da sempre il suo vero obiettivo, la realizzazione del canale della Lega, sostenendo che comunque a Sky non andrebbe bene alcun bando e che l’unica soluzione sia, appunto, creare il canale. Un canale che, nei fatti – com’è scritto nero su bianco sul parere dall’Antitrust – non può essere fatto. Almeno non dagli spagnoli... E pensare che tutto era nato per scippare alla piattaforma satellitare il calcio. Più che il campionato di Serie A, sembra di assistere alla fiera del masochismo.

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