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“Dall’oggetto al progetto” è un messaggio chiaro che vogliamo lanciare al mercato: se l’industria italiana (e non solo) dell’arredo bagno e del design vuole fortificare i fatturati e crescere di quota, deve spingere l’acceleratore. È questo il momento. Il mercato interno si sta riprendendo, il sentiment dei player è positivo, la predisposizione dei consumatori all’acquisto sta risalendo e i retailer più strutturati hanno rivisto modelli e obiettivi del loro business. All’industria tocca ora il compito più complesso: continuare la selezione dei partner e mettere in piedi progetti di valore. Perché è questo il punto, creare e trasferire valore; e questo si traduce in una grande sfida: non ragionare più solo in termini di singoli prodotti e lanci, ma allargare gli orizzonti creativi e dare vita a progetti e a soluzioni di interior innovativi. È questo il grande passo che i produttori devono compiere se vogliono emergere (l’arredo bagno ha una awareness ancora bassa) e diventare più competitivi e appealing.

 

Nell’industria del mobile e delle cucine questo è già realtà. E chi ha visitato con occhio attento l’ultimo Salone o i flagship store avrà notato collaborazioni con brand emergenti, collezioni sempre più complete che racchiudono elementi trasversali, contaminazioni con altri settori e un uso più sapiente degli accessori, il tutto per offrire al retail e al cliente finale un’offerta integrata e realmente innovativa.

 

Questo esercizio, non certo semplice, richiederà - a chi deciderà affrontalo - di strutturare progetti più a lungo termine e investimenti, ma assicurerà una penetrazione nel mercato più di qualità e di diventare più attraenti agli occhi dei contractor che puntano a collaborare solo con chi è in grado di garantire realmente ampiezza di gamma, sartorialità e un post vendita eccellente. E con chi saprà immaginare nuovi scenari dell’interior.

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno


Testarda e amante delle sfide. Cancro ascendente vergine (e ho detto tutto). A sei anni sognavo di diventare pompiere o sassofonista di una jazz band. Poi, un giorno, scrivo il mio primo articolo e mi innamoro di questo mestiere.
Amo il mio cane Rudolph, le crêpes (ma rigorosamente quelle che si mangiano nel quartiere Saint-Germain-des-Prés, a Parigi), le piante grasse e gli scarponi da trekking consumati dalle tante camminate fatte tra le montagne del Trentino.
Sono in Editoriale Duesse dal 2006 e lavoro su Ab da quando era ancora solo un progetto. Del mio lavoro mi diverte il fermento quotidiano, dar fastidio alla concorrenza e scovare quelle notizie che nessuno ancora ha trovato. Ma, quello che mi affascina di più, è fermarmi a osservare le dinamiche che regolano il mercato dell’arredobagno per capire quali saranno le tendenze nel futuro.


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