Editorialisti

29 Agosto 2019

Un business a tinte verdi

Arianna Sorbara - Progetto Cucina

La sostenibilità è un valore fondamentale per il canale e un’opportunità di arricchimento per l’intera filiera, oltre che un importante volano per le vendite. L’industria del settore Legno-Arredo lo sa bene e lo dimostra attraverso i lanci di prodotti di ultima generazione, con le dichiarazioni dei manager e le campagne adv che sottolineano come sia ben avviato. Da tempo infatti i produttori hanno intrapreso due diversi percorsi di sviluppo. Il primo sul design e sulla progettazione, scommettendo su prodotti sempre più eco-compatibili, utilizzando e ricercando materiali riciclati, riciclabili e con il minore impatto ambientale possibile; il secondo riguarda le aziende e le loro fasi produttive: molte aziende sono già green all’interno della catena di produzione, avendo migliorato la qualità di lavoro, utilizzando l’energia rinnovabile e smaltendo i rifiuti in modo che possano essere recuperati.

 

Ma se l’obiettivo della filiera è creare un modello economico che sia pienamente circolare sono necessari interventi mirati da parte del Governo. Ed è proprio qui che entrano in campo le associazioni, FederlegnoArredo su tutte, che chiedono novità fiscali che incentivino realmente le imprese al cambiamento. Orsini, presidente di FederlegnoArredo, ha recentemente annunciato che l’associazione sta lavorando per riuscire a ottenere l’allargamento del bonus mobili ai prodotti realizzati con materiale riciclato e l’inserimento delle cucine tra i prodotti rientranti nelle detrazioni legate all’edilizia agevolata. Del resto, come ha sottolineato “è importante continuare a investire come aziende e come associazioni perché il legno-arredo made in Italy si confermi leader anche dal punto di vista ambientale”.

 

Se guardiamo, poi, gli ultimi dati disponibili, il 23,4% delle imprese del Legno-Arredo che ha fatto investimenti verdi (2012-2014) ha registrato un aumento del fatturato, contro il 17,6% delle imprese non eco-investitrici; il 37,2% che ha speso in sostenibilità ha esportato i suoi prodotti (a fronte del 22,4%) e il 23,1% delle imprese del settore eco investitrici ha fatto assunzioni (contro il 10,1). Ma non è tutto. Gli investimenti green spingono anche l’innovazione: hanno sviluppato nuovi prodotti o servizi il 30,4% contro solo il 18%.

 

Il green è dunque un business in crescita e dal grande potenziale? La risposta è sì, e lo è anche per il retail che dovrebbe usarlo maggiormente come argomento di vendita per incentivare gli acquisti.

Diciamo questo perché gli italiani sono sempre più sensibilizzati e, come emerge anche dalle ricerche più attuali, sono portati a spendere di più per un prodotto rispettoso dell’ambiente e che al contempo gli consenta di risparmiare acqua ed energia elettrica (si parla addirittura di una disponibilità economica che “vale” il 50% dei consumi). Per tutte quelle insegne che vogliono cavalcare questo business è necessario investire molto in formazione, enfatizzare i prodotti esposti anche a livello visual (perché limitarsi alle etichette energetiche non basta, c’è bisogno di esporre materiale p.o.p ben fatto) e richiedere aiuto ai fornitori partner per creare momenti di informazione per dialogare con i consumatori. Il tutto per incentivare una domanda che già c’è, ma che ha ampio margine di crescita, e per creare percorsi virtuosi, a tinte verdi.