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Un nome illustre del retail italiano, quale è Stefano Caporicci, patron di Nova (socio Euronics) nell’intervista interna che rilascia insieme alla figlia Giulia parla di un “mercato malato”. Febbricitante della smania di fatturato da raggiugere a tutti i costi.

 

Da una parte, comprendiamo l’industria che spinge sull’acceleratore dei volumi in fase di sell in e anche sulle iniziative in e out store attivate a supporto del sell out. Dall’altra parte, però, affinché si possa chiudere il cerchio, ci deve essere l’intervento del trade per trasferire al consumatore finale il valore intrinseco sia dell’offerta sia dell’attività lanciata dal brand a supporto della vendita.

 

Non siamo così ingenui dal non capire che qui, ognuna delle parti fa il suo gioco e guarda al proprio tornaconto. Ma, in questo contesto, la risposta oggettiva che vediamo continuamente offrire dalle insegne è una crescita esponenziale delle promo: solo nel mese di luglio, MediaWorld ha iniziato il battage con l’iniziativa Red Friday (riproposta 10 giorni dopo per 12 ore col nome Red Night), anticipando il Prime Day di Amazon. Unieuro apre il “punto vendita più bello di Milano” a Cesano Boscone ed esorta il bacino d’utenza a visitare il negozio spingendo i Cesano Days: il 21 e del 22 luglio vengono chiamati esperti di hairstylist per mostrare all’utenza femminile come utilizzare a casa l’offerta dedicata a marchio BaBylyss. Una buona idea, pensiamo noi, ma perché poi veicolare questa stessa offerta con un taglio del 50% del prezzo al pubblico? E perché l’azienda coinvolta ha aderito? (Questi sono solo esempi, ne potremmo citare tanti altri). Giancarlo Nicosanti, ad di Unieuro, nell’intervista di copertina sostiene che “ci sono dinamiche che non sempre si riescono a controllare e che l’eccessiva promozionalità fa parte del processo di assestamento del mercato stesso”.

 

A questo punto sorge una domanda: le promozioni sono davvero il male del mercato perché anticipano le vendite (e vedremo nell’ultimo trimestre dell’anno se il tam tam estivo ha avuto questo effetto) o sono invece un bene perché incentivano effettivamente il sell out e, senza di esse, oggi non si riuscirebbe più a vendere?

 

Perché il dubbio va risolto, e una soluzione, che sia redditizia per entrambi le parti del mercato, andrebbe altresì trovata.

Emanuela Sesta


Nata a: Monza il 19 ottobre 1979
In Editoriale Duesse dal: a lot of time
Mi piace: leggere, il cinema, il teatro, l’aperitivo del venerdì e le mie figlie Emma e Sara
Non mi piace: i giornalisti ‘tromboni’
Quando non scrivo su UpTrade mi occupo di: adoro realizzare eventi di ogni tipo
Citazione: “Le donne possono essere imprudenti, ma l’uomo no” Vito Corleone, Il Padrino I


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