Editorialisti

07 Ottobre 2020

New Normal, NEW TV

Linda Parrinello

C’è un’espressione ricorrente in queste settimane di ripresa autunnale, seguita al terribile lockdown del Paese, ed è New Normal. Bisogna costruire una nuova normalità, che abbia contenuti diversi – figli delle difficoltà che abbiamo affrontato – e uno sguardo differente sui problemi passati e futuri. È il proponimento di una consapevolezza che si spera prenda piede in tutti gli ambiti, pubblici e privati, produttivi e non. Una consapevolezza che non si faccia prendere dall’ansia da prestazione, ma abbia la capacità di costruire un nuovo presente, al di là delle mode.

 

Per questo abbiamo voluto coinvolgere alcuni dei maggiori leader delle associazioni dell’audiovisivo e della pubblicità, nazionali e internazionali, per capire meglio quali siano le direzioni lungo cui incamminarsi. I nostri interlocutori hanno avanzato idee e progetti, riflessioni e aspirazioni che indicano certamente una sana capacità di reagire, ma anche la difficoltà per cercare di non farsi sopraffare dalle emergenze che investiranno il settore nel momento in cui la crisi economica del Paese sarà ancora più evidente. Ecco perché servono spunti chiari e un’altrettanta limpida visione a perseguire una strategia che porti il mercato, insieme alla comunità che lo circonda, fuori dalle secche in cui rischia di incagliarsi. Ed ecco perché abbiamo voluto dedicare la nostra copertina a questo tema, quasi un atto di fiducia nei confronti della televisione, che ha saputo fare la sua parte anche durante i mesi più neri dell’emergenza covid. È probabilmente un nuovo mercato (se non altro diverso) quello che andrà a profilarsi nei prossimi mesi: anche perché ci si augura che – se non tutte – almeno parte delle proposte dei nostri sette esperti siano accolte e messe in pratica. E anche sotto il profilo editoriale è indubbio che l’esperienza di programmi senza pubblico in studio, di set iperblindati, di testi e sceneggiature riadattate ai fini del distanziamento sociale, di spot e pubblicità declinati su una nuova responsabilità sociale e ambientale, di una visione on demand sempre più accentuata ed entrata nelle abitudini di consumo, lasceranno strascichi indelebili sul modo di costruire i contenuti. Come e se riusciremo a sfruttare queste difficoltà, trasformandole in spunti e opportunità farà la differenza tra New Normal e Old Normal.

Linda Parrinello

In Editoriale Duesse da: non ricordo più…

Secondo me, la televisione è: mediamente peggiore di chi la guarda e di chi la fa

Scrivere di televisione è: utile quando si informa sui contenuti, interessante quando si approfondisce il mercato, superfluo quando si punta sul puro gossip

I programmi che preferisco: quelli che parlano al cervello

I programmi che evito: quelli che mirano alla pancia

Il programma più amato: “I Simpson”

La tv di qualità è: quella che ha un suo stile

La sigla dell’infanzia: “Luna Park” del ‘79

La sigla della maturità: “Mad Men”

A proposito di quelli che la sanno lunga: “La televisione non potrà reggere il mercato per più di sei mesi. La gente si stancherà subito di passare le serate a guardare dentro una scatola di legno” (Darryl F. Zanuck, fondatore della 20th Century Fox - 1946)


Archivio