Editorialisti

29 Agosto 2019

Meglio prevenire che curare, Zalone permettendo

Paolo Sinopoli

Le vacanze volgono ormai al termine e il mercato sta tornando a pieno regime. A riaprire le danze, oltre a Il re leone, è il Festival di Venezia. Un appuntamento che rimette subito in moto l’industria cinematografica, tra annunci, momenti più istituzionali e bilanci estivi (si attendono i numeri definitivi di Moviement). Ma il tema sempre al centro delle discussioni più accese è uno solo: l’offerta natalizia. Se, infatti, a settembre e a ottobre i giochi sono ormai definiti, i riflettori dell’esercizio sono già puntati sulle festività di fine anno. Quest’anno, a fare la differenza per tutti (che siano produzioni nazionali o internazionali) sarà un nome tanto atteso quanto temuto: Checco Zalone. Il suo Tolo Tolo, per il momento posizionato l’1 gennaio 2020, ha già costretto ad anticipare l’uscita in sala di Ficarra e Picone e de L’immortale. Ma rischia soprattutto di togliere spazio e di limitare le performance di molti competitors di grande rilievo, da titoli hollywoodiani come Star Wars: L’ascesa di Skywalker, Spie sotto copertura, Cats e Jumanj 2, a una grande produzione italiana come Pinocchio, che vede per la prima volta Matteo Garrone uscire a Natale con una sua opera. Intanto l’esercizio sta portando avanti un dialogo con chi di dovere per trovare una soluzione ottimale per tutti, nella speranza di vedere Checco Zalone spostarsi leggermente più in là (anche solo di una o due settimane), evitando una polarizzazione del mercato attorno a un solo titolo. La partita, quindi, è ancora aperta e trovare una soluzione per il bene del mercato dovrebbe essere prioritario (pur tenendo conto dell’inevitabile concorrenza), specialmente in un anno di rilancio come quello di Moviement.

Paolo Sinopoli


Archivio